Approfondimenti

Revisione dei professionisti a rischio qualità perché poco remunerativa

di Stefano De Rosa

Ottobre 2020

Pubblicato sul sito www.eutekne.info in data 16 ottobre 2020.

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Il MEF ha pubblicato sul sito istituzionale della revisione legale un'interessante analisi dei dati risultanti dal Registro dei revisori legali da cui possono derivare spunti di riflessione riguardanti in particolare i professionisti.

Il documento è suddiviso in tre parti, dedicate, rispettivamente, ai seguenti aspetti:

  • composizione qualitativa e anagrafica del Registro dei revisori;
  • statistiche attinenti agli incarichi e ai corrispettivi;
  • formazione continua dei revisori legali nel primo triennio formativo 2017-2019.

Nella prima sezione del documento si evidenzia come alla data del 30 aprile 2020 l'analisi della composizione degli iscritti per genere mostri una chiara prevalenza di revisori di sesso maschile, pari al 70% circa del totale di 135.918 unità. Alla stessa data, dallo studio della distribuzione territoriale degli iscritti al Registro risulta che le regioni con il maggior numero di iscritti sono rispettivamente la Lombardia (16,13% e di questi circa il 30% con residenza a Milano), il Lazio (12,46%) e la Campania (11%). Viene, inoltre, mostrato come il 67,77% dei professionisti sia iscritto nella Sezione B del Registro (dedicata ai cosiddetti "inattivi"), con una netta prevalenza, quindi, rispetto agli iscritti nella sezione A (che svolgono attività di revisione legale o collaborano ad un'attività di revisione legale in una società di revisione o hanno svolto le predette attività nei tre anni precedenti).

L'analisi effettuata su base anagrafica mostra una concentrazione più elevata degli iscritti in corrispondenza della fascia d'età intermedia (41-60 anni) nella quale sono compresi 83.192 iscritti. La seconda sezione del lavoro offre una sintesi sul tema incarichi e corrispettivi, sulla base delle informazioni comunicate al Registro da parte dei soggetti iscritti in ottemperanza alle previsioni dell'art. 7 del DLgs. 39/2010 e alle relative disposizioni attuative. In particolare, viene sottolineato come il database-incarichi sia oggetto di un continuo monitoraggio da parte del MEF volto a "un data-cleaning funzionale al susseguente avvio dei controlli qualità" e all'eliminazione di possibili incongruenze nelle comunicazioni dei soggetti iscritti ovvero di sanare eventuali data gap in caso di inadempimenti da parte dei soggetti titolari.

A titolo di esempio, si rileva:

  • come una grossa parte degli incarichi ricoperti presso i collegi sindacali incaricati della revisione legale non sia stata correttamente comunicata da alcuni componenti dei collegi stessi, per un ammontare circa pari al 10% del totale incarichi registrati;
  • una generale inosservanza dell'onere comunicativo – peraltro espressamente sanzionabile ai sensi dell'art. 24, comma 2, lettera b) del DLgs. 39/2010 – da parte dei c.d. "revisori unici" di società soggette all'obbligo della revisione legale.

Alla data del 30 giugno 2020 il totale degli incarichi correnti comunicati dai soggetti iscritti al Registro è pari a 94.467 unità, dato dalla somma delle comunicazioni effettuate da 27.938 persone fisiche iscritte e 334 società di revisione.

Per le società di revisione si fa risaltare una concentrazione delle quote di mercato attorno alle c.d. Big Four, mentre per i revisori legali emerge al contrario un'accentuata dispersione degli incarichi (con una media incarichi pro-capite pari a 2,7 e un elevatissimo numero di revisori, 12.450, titolari di un solo incarico).

Anche per quanto attiene all'importo dei corrispettivi degli incarichi di revisione emerge una sostanziale differenza tra i dati delle società di revisione e quelli dei revisori persone fisiche:

  • gli incarichi di importo superiore ai 100.000 euro risultano interamente ricoperti da società di revisione (più strutturate per lo svolgimento di incarichi di elevata complessità);
  • gli incarichi di importo medio-basso sono quasi totalmente ricoperti da revisori persone fisiche.

Viene, inoltre, rilevato che la classe modale di corrispettivi/ricavi più ricorrente è quella compresa tra 1.001 euro e 5.000 euro e "in taluni casi i compensi dichiarati sono quantificati in misura così scarsamente remunerativa, da far presumere che non sia garantita la qualità e l'affidabilità dei lavori di revisione secondo quanto prescritto dall'articolo 10, comma 10 del DLgs. 39/2010". Tale circostanza è destinata, verosimilmente, ad assumere ancora più rilevanza con il recente ampliamento della platea delle srl con obbligo di nomina dei controllori.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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