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L'importanza del forward looking e del monitoraggio periodico nel rapporto tra banca e azienda
di Paolo Camanzi (revisore legale, co-fondatore di analisiaziendale.it)
18 maggio 2021


In un precedente intervento (leggi) si era indicato come nella valutazione del rating bancario assume sempre più peso l'ottica del forward looking ("guardando in avanti, al futuro") rispetto alla valutazione retrospettiva del dato consuntivo, definibile come backward looking ("guardando indietro, al passato"); in breve, l'entrata in vigore del principio internazionale Ifrs 9 (Strumenti finanziari) ha impattato anche sull'area crediti delle banche al fine di predisporre tecniche di valutazione del merito creditizio non più unicamente su base storica, sui bilanci degli esercizi passati (backward looking), ma anche di carattere prospettico (forward looking), concentrandosi ad esempio sulla capacità dell'azienda affidata di generare nel futuro adeguati cash flow. Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza a parte, l'imprenditore dovrà adoperarsi per consentire l'aggiornamento tempestivo della contabilità e l'adozione di strumenti di valutazione prospettica come budget e piani di cash flow, con un approccio operativo non solo a consuntivo (backward looking), ma anche previsionale (forward looking).

All'interno di questo percorso di crescita manageriale, si innestano le nuove linee guida pubblicate dall'Eba (European banking authority, Autorità bancaria europea), un organismo dell'Unione europea che dal primo gennaio 2011 ha il compito di sorvegliare il mercato bancario europeo ed a cui partecipano tutte le autorità di vigilanza continentali; l'autorità opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo, avendo come obiettivo generale quello di assicurare la stabilità finanziaria nell'Unione europea, garantendo l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario.

L'Eba aveva pubblicato una prima versione delle nuove linee guida che forniva raccomandazioni e best practice agli istituti bancari in materia di concessione e monitoraggio del credito con l'obiettivo di assicurare l'adozione di adeguati standard prudenziali e prevenire la generazione di nuovi crediti deteriorati, garantendo solidità e stabilità al sistema finanziario europeo; da qui l'introduzione di standard rigorosi con requisiti informativi e soglie di gestione per tutte le fasi di vita del credito stesso. Successivamente, in data 29 maggio 2020, l'Eba ha pubblicato il testo definitivo con le nuove linee guida che entreranno in vigore a partire dal mese di luglio 2021 e che vedranno un percorso che si completerà nel giugno 2024.

L'interesse dell'autorità di vigilanza si è focalizzato sulle modalità di erogazione del credito, definendo regole stringenti in merito al monitoraggio delle esposizioni, al fine di prevenire in futuro la generazione di nuovi stock di Npl (Non performing loan, crediti deteriorati); questi ultimi sono prestiti la cui riscossione da parte delle banche è incerta; costituiscono una delle tre categorie di Non performing exposure (Npe), che si distinguono in base alla diversa probabilità di recuperare il credito:

  • le esposizioni scadute e/o sconfinanti (past due), che eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni;
  • le inadempienze probabili (Utp, unlikely to pay), che sono le esposizioni per le quali la banca valuta improbabile che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni contrattuali senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie;
  • le sofferenze (Npl), che sono le esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili.
Tra le principali raccomandazioni che l'Eba fa alle banche, sin dalla fase di origination, è presente anche il monitoraggio della vita del credito (basato su parametri quantitativi e qualitativi: sconfini, puntuale adempimento delle scadenze, adeguatezza delle garanzie, evoluzione di indicatori sintetici quali il rating, ecc.), con attenzione a potenziali passaggi di stato (da bonis a stati successivi), da gestire tempestivamente, allo scopo di ridurre al massimo il periodo di limitazioni (status forborne, vale a dire crediti, non solo deteriorati ma anche in bonis, oggetto di concessioni - forbearance - da parte della banca; tali concessioni, come ad esempio la riduzione del tasso di interesse del finanziamento, oppure l'allungamento della durata del finanziamento, costituiscono delle modifiche alle originarie condizioni contrattuali della linea di credito che la banca concede all'azienda cliente) legate al perdurare di uno stato di insolvenza, potenziale indicatore di difficoltà finanziaria e di ulteriori passaggi a Utp (Unlikely to pay).

L'obiettivo del regolatore europeo è quello di passare da un approccio re-active (logica di gestione del «deteriorato in essere») a un approccio pro-active della gestione del credito fin dalle primissime fasi di vita, vale a dire nella fase di concessione; il che implica un'evoluzione dei modelli e del processo del credito con conseguenti cambiamenti di grande portata a livello di processi, ma soprattutto di "cultura del credito" che coinvolgeranno anche le micro, le piccole e le medie imprese.

Quanto sopra indicato implica che la valutazione del merito creditizio dell'azienda cliente effettuata dall'istituto di credito deve essere coerente con la strategia e la policy della banca e dovrà basarsi su metriche e parametri specifici per tipologia di segmento, che comprendano indicatori economici, patrimoniali, finanziari e di rischio sui quali possano essere recepite o costruite analisi di sensibilità (sensitivity analysis); tali tipologie di analisi sono finalizzate a delineare scenari evolutivi (base, worst e best case) che si realizzano al verificarsi di determinate situazioni riguardanti l'azienda e il mercato in cui essa opera; all'interno di questo "campo di gioco", le linee guida dell'Eba insistono molto anche sullo sviluppo e sul rafforzamento degli strumenti di valutazione dei cash flow prospettici dell'azienda cliente, al fine di operare sempre più in ottica forward looking a fronte della maggior disponibilità di dati e informazioni sulle controparti creditizie. Lato azienda, al fine di essere preparati al nuovo approccio nel rapporto con il sistema creditizio, diventerà centrale elaborare strumenti di analisi finanziaria prospettica quali ad esempio il piano previsionale (business plan) e il budget di tesoreria.

Ancora una volta, cultura, consapevolezza e trasparente condivisione di set informativi agevoleranno il rapporto tra le aziende e uno storico stakeholder come la banca, al fine di garantire lo sviluppo e la continuità aziendale. Di conseguenza, le aziende avranno la necessità di rafforzare i propri processi interni di pianificazione finanziaria (di breve, di medio e di lungo termine), analizzare scenari alternativi e tenere sotto stretto controllo la generazione dei flussi di cassa al fine di verificare la copertura di tutti gli impegni finanziari in essere. Per quanto riguarda le banche, anche loro dovranno dotarsi di procedure e tecnologia per poter monitorare gli indicatori di rischio al fine di essere in grado di attivare specifiche azioni al superamento di soglie limite; in effetti, considerando che l'impatto tecnologico relativo all'elaborazione, alla trasmissione e all'archiviazione dei dati sarà notevole, è stato introdotto un regime transitorio, dando tempo alle banche fino al 2024 per permettere il reperimento di informazioni qualitative e quantitative al fine di creare un idoneo framework di monitoraggio.

Allo stato attuale, è possibile affermare che moltissime micro, piccole e medie aziende forniscono alle banche esclusivamente documenti e informazioni richiesti in fase di istruttoria; poche forniscono set documentali di dati storici e prospettici; ancora meno rendono disponibile una comunicazione periodica dei dati economici e finanziari.

* * *

Relativamente agli aspetti di tipo quantitativo, gli strumenti online ed i servizi onsite offerti da analisiaziendale.it possono rappresentare un valido aiuto, con particolare riferimento alla possibilità di analizzare le performance aziendali storiche e prospettiche, nonché monitorarle in corso d'esercizio (ad esempio, trimestralmente). Senza considerare il fatto che è importante che la stima della propria situazione sia effettuata direttamente dalle aziende, ancora prima che dalle banche, perché questa autovalutazione può consentire una dialettica molto più efficace e collaborativa con la struttura bancaria.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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