Rassegna stampa

Niente laurea abilitante per commercialisti e avvocati

di Michele Damiani

Italia Oggi

Martedì 20 ottobre 2020

Niente laurea abilitante per commercialisti e avvocati. Le due categorie sono state escluse da quelle che potranno richiedere di attivare l'iter per rendere abilitante il proprio percorso di studi di riferimento. È quanto prevede il disegno di legge recante disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 ottobre. Rispetto alla bozza presentata in preconsiglio lunedì 12 ottobre (si veda Italia Oggi del 10 ottobre; ndr: non disponibile), quindi, viene ristretto il campo delle professioni che potranno richiedere di attivare il meccanismo per far diventare abilitante il percorso di laurea: oltre alle categorie già comprese dal ddl, la facoltà è lasciata in capo a: tecnologi alimentari, dottori agronomi e dottori forestali, pianificatori paesaggisti e conservatori, assistenti sociale, attuari, biologi, chimici e geologi. I titoli universitari associati alle categorie potranno essere resi abilitanti, su richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali o delle relative federazioni «con uno o più regolamenti da adottare su proposta del Ministero dell'università e della ricerca».

Comunque, il disegno di legge renderà direttamente abilitanti le lauree magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria (classe Lm/46), in farmacia e farmacia industriale (classe Lm/13), in medicina veterinaria (classe Lm/42) e in psicologia (classe Lm/51). Per tutti questi percorsi, almeno 30 crediti formativi dovranno essere acquisiti con lo svolgimento di un tirocinio pratico valutativo interno ai costi di studio. Abilitazione diretta anche per le lauree professionalizzanti: come si legge nel testo del ddl, infatti, l'esame finale per il conseguimento delle lauree professionalizzanti in professioni tecniche per l'edilizia del territorio (classe Lp/01), in professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali (classe Lp/02) e in professioni tecniche industriali e dell'informazione di classe (Lp/03) «abilita all'esercizio delle professioni, correlate ai singoli corsi di studio, di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato». Ogni classe di laurea dovrà individuare il numero minimo di crediti formativi acquisiti tramite lo svolgimento del tirocinio. Cambia, di conseguenza, anche l'esame finale del percorso di studi. Oltre alla consegna e alla discussione della tesi, la prova dovrà prevedere lo svolgimento di un test pratico valutativo delle competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio, «volta ad accertare il livello di preparazione tecnica del candidato per l'abilitazione all'esercizio della professione». A tal fine, la commissione giudicatrice dell'esame finale è integrata da professionisti designati dagli ordini, dai collegi professionali o dalle relative federazioni nazionali. Un successivo decreto del Mur predisporrà le indicazioni per adeguare le classi di laurea alla novità prevista dal ddl.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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