Approfondimenti

In arrivo le prime modifiche sostanziali al Codice della crisi

di Michele Bana

Ottobre 2020

Pubblicato sul sito www.eutekne.info in data 10 ottobre 2020.

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Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del DLgs. 14/2019 (in vigore principalmente dal 1° settembre 2021), a seguito dei pareri del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, si avvia al proprio iter conclusivo: è stato, infatti, trasmesso per l'esame definitivo al Governo, previo esame del preconsiglio dei Ministri.

Tra le principali novità prospettate dal decreto "correttivo", si riscontrano le modifiche all'art. 13 comma 1 del CCII, nel senso di chiarire che la crisi è individuata attraverso appositi indicatori idonei a rilevare la "non sostenibilità" – anziché la "sostenibilità" – dei debiti per almeno i sei mesi successivi e dell'assenza di prospettive di continuità aziendale per l'esercizio in corso. Di conseguenza, è precisato che gli indici significativi sono quelli che misurano la non sostenibilità (degli oneri) dell'indebitamento con i flussi di cassa che l'impresa è in grado di generare e l'inadeguatezza – in luogo della "adeguatezza" – dei mezzi propri rispetto a quelli dei terzi. È, poi, riscritto il successivo comma 3, al fine di specificare che l'attestazione del professionista indipendente, avente a oggetto la deroga agli indici cui al comma 2, "produce effetti a decorrere dall'esercizio successivo", ammettendo la possibilità di una validità pluriennale in caso di permanenza dei presupposti.

Nell'ambito della disciplina sul procedimento di allerta, sono riformulati i limiti che fanno scattare l'obbligo di segnalazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, ovvero quando l'ammontare totale del debito IVA scaduto e non versato, risultante dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche (art. 21-bis del DL 78/2010), è superiore ai seguenti importi (art. 15 comma 2 lett. a) del DLgs. 14/2019):

- 100.000 euro, se il volume d'affari risultante dalla dichiarazione dell'anno precedente non è superiore a 1.000.000 di euro;

- 500.000 euro, qualora il fatturato dell'anno precedente non superi 10.000.000 di euro;

- 1.000.000 di euro, se il volume d'affari esposto nella dichiarazione dell'anno precedente eccede la soglia di 10.000.000 di euro.

Viene introdotto altresì un termine massimo per riconoscere la tempestività dell'allerta dell'Agenzia delle Entrate, fissato in 60 giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 54-bis comma 1 del DPR 633/1972.

Relativamente agli organismi di composizione assistita della crisi (OCRI), è stabilito che uno dei componenti del collegio degli esperti è designato dall'associazione rappresentativa del settore di riferimento del debitore, scegliendo tra tre nominativi indicati dal medesimo debitore al referente (art. 17 comma 1 lett. c) del CCII). È, inoltre, precisato che il collegio degli esperti può acquisire dal debitore tutti i documenti ritenuti utili (art. 19 comma 2 del Codice), per il proficuo svolgimento del procedimento.

Il decreto correttivo chiarisce anche che nel caso di istanza di liquidazione giudiziale presentata, da soggetti diversi dal debitore (creditori, pubblico ministero, ecc.), in pendenza di uno dei termini della composizione assistita della crisi (artt. 19 comma 1 e 21 comma 1 del CCII), la domanda viene definita all'esito di tali scadenze: nel frattempo, il tribunale può, tuttavia, compiere le attività istruttorie ritenute necessarie.

Sotto il profilo della documentazione da allegare alla domanda di accesso alla procedura di regolazione della crisi, è riformulato l'art. 39 del CCII – la cui applicazione viene esclusa per i piani attestati di risanamento (art. 56 del CCII), anch'essi modificati dal "correttivo" – con l'aggiunta delle dichiarazioni IRAP e annuali IVA degli ultimi tre periodi d'imposta: è anche precisato che gli atti di straordinaria amministrazione, oggetto della relazione riepilogativa da allegare, sono individuati a norma dell'art. 94 comma 2 del Codice. In caso di domanda di concordato preventivo "in bianco" o di pre-accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 44 comma 1 lett. a) del CCII), o di procedimento per la liquidazione giudiziale (art. 41 comma 4 del CCII), le dichiarazioni dei redditi e IRAP degli ultimi tre periodi d'imposta devono essere depositate soltanto dalle "imprese non soggette all'obbligo di redazione del bilancio". Nell'ipotesi di istanza di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il tribunale potrà nominare un commissario giudiziale, facoltà che si tramuta in obbligo qualora penda un'istanza per la liquidazione giudiziale (art. 44 comma 4 del Codice).

Un'altra novità significativa è l'estensione applicativa, ai debiti contributivi e al concordato preventivo, del c.d. cram down fiscale (art. 48 comma 5 del CCII), per effetto del quale il tribunale può omologare gli accordi di ristrutturazione dei debiti o il concordato preventivo, anche in mancanza dell'adesione degli enti fiscali e previdenziali, determinante per il raggiungimento dei quorum (artt. 57 comma 1 e 60 comma 1 del Codice) o delle maggioranze di legge (art. 109 comma 1).

È, infine, puntualizzato che l'istituzione degli adeguati assetti societari (art. 2086 comma 2 c.c., in vigore dal 16 marzo 2019) spetta esclusivamente agli amministratori.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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