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  :: Rassegna stampa - Documento

In arrivo Basilea 2, cosa cambia per i gruppi bancari
di Massimiliano Di Pace
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 14 giugno 2004

E' ormai imminente l'emanazione delle nuove norme di patrimonializzazione dei gruppi bancari, note come Basilea 2, che verranno applicate dalle autorità di vigilanza bancaria (in Italia la banca centrale). Il trenta giugno dovrebbe infatti uscire il documento finale, predisposto dalla Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, che è l'organismo a cui partecipano 55 Banche centrali e che si occupa delle regole per i pagamenti transfrontalieri, e della vigilanza bancaria, con sede a Basilea.
Le regole di Basilea 2 sostituiranno quelle di Basilea 1, del 1988, e saranno operative a fine 2006, ma per ora restano facoltative. Perché diventino obbligatorie in Italia occorre prima una direttiva comunitaria, che recepisca tali indicazioni, e poi una norma nazionale, che attui la direttiva comunitaria.
Questi provvedimenti sono particolarmente importanti, spiega Alessandro Carretta, segretario generale di Assifact, l'associazione degli operatori di factoring: «Per avere un'idea chiara di quali siano le conseguenze di Basilea 2, bisogna aspettare le leggi di recepimento, comunitarie e nazionali, poiché per ora le indicazioni valgono solo per i gruppi bancari, ma potrebbero essere estese anche alle singole banche».
Insomma, Basilea 2 potrebbe avere un impatto limitato agli operatori del factoring che fanno parte di gruppi bancari (che sono 78 in Italia), ma, a seconda di come l'Unione europea applicherà le nuove indicazioni, potrebbe essere coinvolto un numero maggiore di società di factoring.
Ma che tipo di impatto avrà Basilea 2 sulle società di factoring che saranno toccate dalle nuove norme di adeguatezza patrimoniale? Secondo Assifact l'impatto dovrebbe essere favorevole, in quanto le nuove norme consentono di graduare molto il fattore rischio, che andrà valutato secondo specifiche molto dettagliate. Pur non essendo mutata la percentuale di patrimonializzazione, che è sempre dell'otto per cento, per cui le società dei gruppi bancari devono avere un capitale proprio pari all'otto per cento delle attività di rischio, che comprendono prestiti e titoli, ciò che cambia è la ponderazione di queste attività.
«In sostanza - chiarisce Carretta - con Basilea 1 i prestiti e la maggior parte dei titoli, che non fossero di Stato, avevano quasi sempre una ponderazione del 100 per cento, per cui venivano calcolati totalmente nelle attività di rischio. Solo i titoli di Stato avevano una ponderazione dello zero per cento, e quindi erano esclusi dal calcolo delle attività di rischio».
«Ora - continua il segretario di Assifact - la ponderazione varia in modo graduale sia secondo il grado di solidità del debitore, sia in funzione delle caratteristiche del prestito e del titolo. Ne consegue che le operazioni di factoring tipo pro solvendo, ossia con il rischio che ricade sull'impresa che trasferisce il credito, avranno una ponderazione molto bassa, ed anche nelle operazioni di factoring pro soluto, dove il rischio ricade sulla società di factoring, la ponderazione potrebbe essere più bassa del cento per cento. In definitiva Basilea 2 comporterebbe per il factoring, rispetto ad altre operazioni finanziarie, un minor assorbimento di capitale proprio, per cui potrebbe trovare un impiego più generalizzato per questo motivo».
Un'altra possibile conseguenza di Basilea 2 potrebbe essere il diverso modo di fare pricing, ossia di stabilire i tassi da applicare ai crediti ceduti. Infatti, se fino ad oggi i tassi sono in genere prestabiliti, e dipendono in parte dall'andamento del mercato finanziario, ed in parte dalle dimensioni del cliente della banca e della sua forza contrattuale, domani, con Basilea 2, gli operatori di factoring esamineranno prima il rischio del cliente, e solo dopo si stabilirà il tasso di interesse da applicare ai crediti ceduti.
Questo non vuol dire necessariamente che vi sarà la temuta stretta del credito verso le piccole e medie imprese. Secondo l'Assifact è in effetti troppo presto per affermazioni di questo genere, per due motivi. Il primo deriva dal fatto che le norme attuali previste da Basilea 2 sono ancora volontarie, mentre saranno applicate solo quelle che l'Ue stabilirà, e oggi è prematuro fare previsioni. In secondo luogo, può succedere che l'analisi puntuale del rischio possa far risultare più "pericolosa" una grande azienda, piuttosto che una piccola.

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