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Il Covid spinge l'ammortamento light in bilancio
di Giovanni Valcarenghi
Italia Oggi
Sabato 18 luglio 2020

Le aziende possono cambiare il metodo di ammortamento prescelto, qualora il medesimo non sia più rispondente alle condizioni previste nel piano originario; tale variazione può certamente derivare dalla sospensione dell'utilizzo delle immobilizzazioni durante il lockdown, ovvero dal limitato uso nella successiva fase della riattivazione. Il cambiamento di metodo di ammortamento rappresenta una modifica di stima contabile ai sensi dell'Oic 29 ed è quindi contabilizzato prospetticamente. Questo il messaggio diffuso con la bozza di comunicazione che l'Oic ha diramato in data 16 luglio e che resterà disponibile per raccogliere le osservazioni degli operatori sino al prossimo 15 settembre. Il documento trae spunto da una richiesta di chiarimento in merito all'applicazione del criterio di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali secondo le previsioni, rispettivamente, dei documenti Oic 16 e dell'Oic 24. In particolare, è stato chiesto se, per effetto delle ripercussioni generate dal Covid, una società possa modificare il metodo di ammortamento passando da quello «tradizionale» a quote costanti, a quello per unità di prodotto.

Al fine di rinvenire una giustificazione alla richiesta, si è subito condivisa la circostanza per effetto della quale le misure di contenimento imposte dal Governo hanno generato la chiusura delle attività produttive e commerciali (non di prima necessità) ed il divieto di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui ci si trovava al momento dell'ordinanza, se non per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza oppure per motivi di salute. Ciò ha determinato, per la maggior parte delle imprese appartenenti a settori diversi da quelli che fornivano servizi essenziali, la sospensione o il calo della produzione, con conseguente azzeramento dell'utilizzo dei beni o, quantomeno, un evidente calo nell'intensità di utilizzo.

A fronte di tale mutato scenario, che ha certamente interessato il primo semestre del 2020 e, probabilmente, si estenderà anche al secondo, il redattore del bilancio ha il compito di chiedersi se il metodo di ammortamento utilizzato in passato sia ancora rappresentativo della residua possibilità di utilizzazione di un'immobilizzazione. Infatti, i parametri che inizialmente avevano concorso a determinare la metodologia di ammortamento (quali livello di intensità dell'uso del bene, vita utile e altri) potrebbero aver subito una radicale modificazione e, per conseguenza, i risultati economici e patrimoniali potrebbero non essere più correttamente rappresentati.

L'organo amministrativo ha la responsabilità di scegliere il metodo di ammortamento ritenuto più appropriato alla realtà aziendale ma, in generale e fatte salve le specificità di ciascuna azienda, gli effetti della pandemia sono certamente un valido motivo di riflessione sull'adeguatezza del modello contabile utilizzato. Il concetto importante, ribadito sia dall'Oic16 che dall'Oic24, è che il metodo prescelto assicuri una razionale e sistematica imputazione del valore dell'immobilizzazione durante la stimata vita utile. I metodi che sono accettati dai principi contabili sono tre. Il metodo a quote costanti, che si fonda sull'ipotesi semplificatrice che l'utilità dell'immobilizzazione si ripartisca nella stessa misura per ogni anno di vita utile; essendo di agevole applicazione e allineato con la disciplina fiscale, tale metodo risulta essere il più diffuso e consente la migliore comparabilità dei bilanci. Il secondo metodo è detto «a quote decrescenti» e si basa sull'ipotesi che la società tragga dalle immobilizzazioni una maggiore utilità nei primi anni della loro vita, in quanto maggiormente sfruttate nel processo produttivo.

Il terzo e ultimo metodo, detto «per unità di prodotto», consiste nell'attribuire a ciascun esercizio la quota di ammortamento di competenza, determinata come rapporto tra le quantità prodotte nell'esercizio e le quantità di produzione totale previste durante l'intera vita utile dell'immobilizzazione; la peculiare caratteristica è quella di consentire una migliore ripartizione del costo, correlandolo all'effettiva produzione. Il cambiamento di metodo di ammortamento rappresenta una modifica di stima contabile ai sensi dell'Oic 29 ed è quindi contabilizzato prospetticamente; ciò significa che, diversamente dal cambiamento di principio contabile, non è necessario ricostruire la situazione pregressa, isolando l'impatto del cambiamento.

Nel caso specifico di passaggio dal metodo di ammortamento a quote costanti al metodo per unità di prodotto, la società procederà nel seguente modo a: 1) stimare la capacità produttiva residua dell'immobilizzazione alla data del cambiamento; 2) determinare le quantità prodotte nell'esercizio dalla data del cambiamento; 3) calcolare la quota di ammortamento da imputare a conto economico moltiplicando il rapporto tra la seconda e la prima grandezza per il valore contabile dell'immobilizzazione. Per tale ultimo valore si intende il costo originario, al netto degli ammortamenti ed eventuali svalutazioni fino a quel momento effettuati.

L'Oic rammenta anche che, oltre al cambiamento del metodo di ammortamento, gli amministratori potrebbero riconsiderare eventuali modificazioni sulla vita utile residua dell'immobilizzazione. Riscontrando un più ampio periodo di possibile utilizzo, le quote di ammortamento (che, sotto l'aspetto civilistico, sono la ripartizione di un costo su un determinato arco temporale) caleranno nel loro importo, raggiungendo un risultato simile, anche se non identico, al caso precedente. Anche la revisione della vita utile residua rappresenta un cambiamento di stima e non di principio contabile. Qualunque ne sia la causa, le modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa secondo le prescrizioni del codice civile. Il paragrafo 40 dell'Oic 29 prevede, inoltre, una specifica informativa qualora il cambiamento di stima non sia originato dai normali aggiornamenti, bensì da un evento inaspettato che causi una modifica rilevante, ovvero implichi la presenza di rischi ed incertezze nella stima stessa. In tali casi, si dovranno evidenziare: a) le ragioni del cambiamento; b) il criterio di determinazione degli effetti del cambiamento ed il metodo utilizzato; c) l'effetto del cambiamento e la relativa incidenza fiscale.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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