Rassegna stampa

Falso in bilancio senza sconti per i sindaci

di Dario Ferrara

Italia Oggi

Mercoledì 24 giugno 2020

Anche nella società quotata il sindaco può essere chiamato a rispondere di falso in bilancio. E ciò pure se il controllo contabile ex post è affidato al revisore esterno proprio per la presenza sul mercato finanziario. Al sindaco, tuttavia, resta la verifica ex ante sull'adeguatezza delle procedure aziendali: il componente del collegio deve comunque accertare che le poste contenute nel documento contabile rispondano a fatti e informazioni di cui è a conoscenza per la sua attività di vigilanza. Di più. Il professionista deve interessarsi sulle operazioni di maggiore rilevanza compiute dall'azienda o dal gruppo, con controllo esteso al bilancio consolidato oltre che a quello di esercizio. Pesano sul punto le norme di comportamento elaborate dallo stesso Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. È quanto emerge dalla sentenza 19091/20, pubblicata il 23 giugno dalla quinta sezione penale della Cassazione.

Quota di profitto

È accolto soltanto uno dei motivi del ricorso proposto contro la conferma del sequestro per equivalente dagli indagati per manipolazione del mercato oltre che false comunicazioni sociali. La motivazione del Riesame non è sufficiente: va determinata in modo più puntuale la quota di profitto che deriverebbe dal falso in bilancio. E bisogna spiegare meglio come e in quale misura le poste ritenute fittizie avrebbero inciso sulla negoziazione dei titoli incriminati.

Dubbi da chiarire

Per il resto non c'è dubbio che nella società presente in Borsa possa rispondere di falso il presidente del collegio sindacale, pur se tenuto a un controllo «sintetico e complessivo» degli assetti amministrativi e contabili. Il controllore deve scambiarsi i dati con il revisore esterno e approfondire ogni elemento sospetto che emerge dalla vigilanza sull'adeguatezza del sistema amministrativo-contabile. All'assemblea vanno sottoposte osservazioni e proposte sul bilancio. Sono proprio le linee guida Cndcec a chiarire che il sindaco deve chiedere chiarimenti ad amministratori, contabili e revisori se ha dubbi sul bilancio.

Rilevazione corretta

Il collegio sindacale, insomma, non risulta del tutto esautorato dal controllo contabile. Anzi, ogni componente deve verificare in modo puntuale che nelle scritture contabili e nel bilancio siano rilevati in maniera corretta i fatti che il professionista conosce per la verifica compiuta sugli assetti amministrativi e le procedure aziendali. Nella specie il falso è ipotizzato sulla vendita di licenze milionarie: deve ritenersi che il presidente del collegio sia informato dei rapporti fra la società e le aziende cessionarie.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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