Approfondimenti

Esclusiva degli amministratori di srl solo sugli assetti

di Maurizio Meoli

Ottobre 2020

Pubblicato sul sito www.eutekne.info in data 22 ottobre 2020.

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È la sola istituzione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, di cui all'art. 2086 comma 2 c.c., a spettare in via esclusiva agli amministratori di srl, restando affidabile ai soci (come scelta degli stessi o degli amministratori, o come diritto particolare) la gestione della società.

Si tratta di una delle principali implicazioni derivanti dall'approvazione definitiva del DLgs. correttivo del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (DLgs. 14/2019), di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Si ricorda come l'art. 377 comma 4 del DLgs. 14/2019 abbia sostituito, a decorrere dal 16 marzo 2019 (ex art. 389 comma 2 del DLgs. 14/2019), il comma 1 dell'art. 2475 c.c. con il seguente: "La gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all'articolo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'amministrazione della società è affidata a uno o più soci nominati con decisione dei soci presa ai sensi dell'articolo 2479".

La nuova disciplina, nel contesto della srl, è fin da subito apparsa in contrasto con le seguenti disposizioni: l'art. 2479 comma 1 c.c., che prevede la possibilità per i soci di decidere sulle materie riservate alla loro competenza dall'atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale sottopongano alla loro approvazione; l'art. 2468 comma 3 c.c., che riconosce la possibilità che l'atto costitutivo preveda l'attribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società; l'art. 2476 comma 7 c.c., il quale prevede una responsabilità solidale dei soci con gli amministratori quando essi abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.

Qualora la "gestione" della società spettasse esclusivamente agli amministratori, infatti, non vi sarebbe alcuna possibilità né di delegare/affidare ai soci specifiche scelte che spettano solo agli amministratori, né, tanto meno, di coinvolgere i soci in una responsabilità solidale con l'organo gestorio.

Rispetto a tale dato normativo, nell'intento di comporre la questione, sono state proposte differenti ricostruzioni.

In sintesi, a una ricostruzione che sottolineava come la nuova previsione finisse per presentare portata abrogativa delle competenze riconosciute ai soci di srl e attribuibili mediante i c.d. diritti particolari, se ne era contrapposta un'altra (fatta propria anche dalla circ. Assonime n. 19/2019 e dallo Studio n. 58-2019/I del Consiglio nazionale del Notariato), secondo la quale, in esito alle indicate novità normative, la nozione di "gestione" della società, tendenzialmente "confusa" con quella di "amministrazione" della stessa, avrebbe acquisito una portata autonoma: mentre la "gestione" avrebbe riguardato l'assunzione dell'assetto imposto dall'art. 2086 c.c., l'"amministrazione" si sarebbe orientata sul compimento di operazioni/atti negoziali necessari per l'attuazione dell'oggetto sociale.

L'incipit del "nuovo" art. 2475 comma 1 c.c. avrebbe dovuto leggersi scindendo il relativo precetto in due frammenti e collocando l'avverbio "esclusivamente" soltanto nel primo di essi: il primo frammento, quindi, avrebbe attribuito agli amministratori la competenza esclusiva della sola "gestione" sociale (nella nozione dell'art. 2086 c.c., c.d. "gestione organizzativa"), mentre il secondo avrebbe ribadito come l'amministrazione della società (c.d. "gestione operativa") spettasse agli stessi amministratori, ma secondo le regole proprie del tipo (e, dunque, in via esclusiva solo se così preteso da tali regole).

Secondo la massima n. 183/2019 del Consiglio notarile di Milano, infine, con la nuova disciplina non sarebbe stato possibile attribuire a soci non amministratori il potere di dare "diretta esecuzione" a decisioni afferenti la gestione della società (sia organizzativa che operativa). Quindi, mentre avrebbero dovuto ritenersi legittime le clausole statutarie che avessero attribuito a soci non amministratori, come diritto collettivo ai sensi dell'art. 2479 c.c. o come diritto particolare ex art. 2468 comma 3 c.c., poteri decisionali inerenti alla gestione dell'impresa, avrebbero dovuto considerarsi incompatibili con il disposto di legge le clausole che avessero riconosciuto a soci non amministratori il diritto o il potere di dare diretta esecuzione alle decisioni gestionali assunte dagli aventi diritto.

Tali questioni vengono ora meno. Al fine di rimuovere qualsiasi profilo di ambiguità (cfr. la relativa Relazione illustrativa), infatti, il nuovo art. 2475 comma 1 c.c. – come sostituito dall'art. 40 comma 4 del DLgs. correttivo – viene a sancire che la sola "istituzione degli assetti di cui all'articolo 2086, secondo comma, spetta esclusivamente agli amministratori". Resta, quindi, affidabile ai soci (come scelta degli stessi o degli amministratori, o come diritto particolare) la gestione della società.

Le modifiche in questione, a differenza della gran parte degli ulteriori interventi del DLgs. correttivo, saranno operative decorsi quindici giorni dalla pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale (cfr. l'art. 42 del DLgs. correttivo).


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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