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  :: Rassegna stampa - Documento

Ecco le aziende che pagano meglio. Così la competenza pesa sulla busta paga
di Raffaele Ricciardi
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 17 settembre 2018

Secondo l'Ocse, quattordici posti di lavoro su cento in fabbrica sono minacciati dall'automazione e altri trentaquattro dovranno mutare radicalmente per tenere il passo delle industrie 4.0. L'opzione per uno sviluppo di carriera "intellettuale", o "manuale ma altamente qualificata", a discapito di quella "operaia", a sentire gli addetti ai lavori sarà una questione di sopravvivenza, più che di opportunità. E in quest'ottica, l'Osservatorio JobPricing ha focalizzato la sua attenzione sui settori e le aziende italiane che offrono le maggiori soddisfazioni retributive a manager e cosiddetti white collar.
Nella prima edizione del Salary Ratings, JobPricing rileva che farmaceutica e biotech, oil&gas e banche e servizi finanziari sono le tre industrie che pagano meglio i loro "lavoratori intellettuali", con una retribuzione annua lorda (RAL) che nei primi due casi si aggira sui 44mila euro e nel terzo sui 42mila. Non male, se si considera che la media delle 35 industry mappate è di 35mila euro e che un operaio (quindi fuori dalla popolazione lavorativa osservata) si ferma sotto i 25mila euro. Subito giù dal podio vengono il settore navale e l'automazione. In coda a questa classifica su si trovano invece la ristorazione, il turismo e l'arte/intrattenimento: settori nei quali si fatica abbattere la soglia dei 30mila euro.
Lavoro "di pensiero"
Giuseppe Guerra, executive director di Spring Professional - la società di The Adecco Group specializzata in middle management - delinea chiaramente come la ricerca di una gratificazione in busta paga non potrà prescindere dal lavoro "di pensiero". «L'automazione industriale, il progresso digitale, la nascita di nuovi servizi spingeranno la crescita di professionalità che sono in genere meglio retribuite rispetto ai lavori manuali. È evidente come la partita sui compensi e i percorsi di carriera si giochino sul terreno della formazione e delle competenze. Non solo hard, ma anche soft».
La necessità di restare aggiornati, dunque, si moltiplica: dice il World Economic Forum che già oggi un adulto su quattro ammette di avere competenze disallineate rispetto alla propria occupazione. E senza un cambio di passo alla voce della formazione e dell'istruzione, c'è da scommettere che il futuro prossimo esacerberà queste distanze. Alessandro Fiorelli, ceo di JobPricing, riconosce come «le differenze fra il mercato retributivo dei lavori 'intellettuali' e 'manuali' pongono non pochi interrogativi: viene da chiedersi se le trasformazioni tecnologiche che stanno impattando sul mondo del lavoro porteranno ad un progressivo allineamento delle retribuzioni verso l'alto, secondo l'attuale struttura di mercato, oppure se si assisterà ad una progressiva 'svalutazione' dei lavori intellettuali».
L'automazione ci costringerà a formarci e aggiornarci di più e meglio, ma contribuirà anche ad arricchire i nuovi lavoratori? «Francamente ora è difficile dare risposte», dice Fiorelli. «Ma una cosa è chiara: la progressività della struttura retributiva è destinata ad accentuarsi e a polarizzarsi, con differenze che saranno sempre più significative non solo fra lavori intellettuali e non, ma anche all'interno delle stesse professioni intellettuali».
Per cercare le occasioni professionali economicamente più gratificanti, il rapporto Salary Ratings offre uno spaccato dei migliori pagatori, a seconda del settore d'appartenenza. Fatto 100 euro lo stipendio medio di un lavoratore di intelletto, nel settore degli alimentari e beni di consumo P&G Italia offre un compenso di 112,5 e la Barilla di 110,7. Nei servizi finanziari spiccano Sara Assicurazioni (indice 111,1) e Ubs Italia (108,6), seguiti a stretto giro da UnipolSai (106,9) e Cdp (106,1). Se il sogno è lavorare nella Motor Valley, tra Lamborghini (108,7) e Ducati (105,4) si casca sempre in piedi. Segno che i tedeschi della Volkswagen hanno saputo coltivare i talenti italiani, e non a caso la filiale tricolore del gigante di Wolfsburg è al terzo posto. Nel fertile comparto farmaceutico, spicca il nome italiano della Recordati (105), mentre nell'energia la Edison passata ai francesi (106,3) capeggia un podio chiuso dalle utility municipali A2a (104,5) ed Hera (103,8). Se la Grande distribuzione stagna sotto la media di 100 anche nelle sue punte di diamante (Metro e Carrefour), si sale ben oltre quando si parla di software e Tlc. Nel primo caso, il paradiso degli stipendi è la Microsoft (111,8); nel secondo Cisco Systems Italy (113,9). Infine la moda, vanto nel Made in Italy: i manager e white collar di Luxottica guardano tutti dall'alto (103,9).
Un posto al sole
Come conquistare un posto al sole in queste aziende? Secondo Guerra, i cacciatori di talenti e profili qualificati saranno sempre più guidati nelle loro selezioni dalla «gamma di soft skills, che influenza anche le politiche retributive. I professionisti del futuro dovranno curare con attenzione la propria occupabilità e il proprio potere contrattuale in materia di retribuzione partendo da questo assunto». Magari, potranno puntare a quelle aziende che offrono la migliore progressione delle buste paga, quello che gli esperti chiamano il "career path" retributivo. Se in media lo stipendio da semplice dipendente intellettuale a manager balza di 2,2 volte (da 31a 70mila euro di RAL), ci sono casi censiti dal JobPricing di veri e propri salti in lungo: in aziende come Comdata, Bonatti, Safilo, Adr o Apple Italia e H3G il multiplo retributivo supera le 16 volte.
Chiosa Fiorelli: «La partita si giocherà sempre di più in termini di stipendi sul livello di competenza individuale specifica e, forse, per queste dinamiche, la contrattazione collettiva nazionale, così come la conosciamo, non è più uno strumento efficace di governo del mercato retributivo».

* * *

Disclaimer
Al fine di identificare le aziende che retribuiscono meglio i lavoratori "intellettuali" nel mercato italiano e metterle a confronto, è stato utilizzato un indice statistico, il C_S_I (Corporate Salary Index), che l'Osservatorio JobPricing elabora annualmente sulla base dei dati raccolti mediante il sito stipendiogiusto.it: il database ammonta ad oggi ad oltre 400.000 osservazioni qualificate di cui l'8% relative a dirigenti, il 25% a quadri e il 67% a impiegati ed operai. Il C_S_I si basa, nello specifico, sulle rilevazioni effettuate da JobPricing negli ultimi 4 anni (dati aggiornati al 30 giugno 2018). Le classifiche sono state elaborate tenendo esclusivamente come riferimento la Retribuzione Annua Lorda (RAL). Il perimetro di riferimento dell'analisi è quello delle aziende grandi e medio-grandi (> 250 dipendenti), che sono quelle che, in generale, pagano meglio nel mercato.
Come si calcola il C_S_I: In primo luogo, è stato calcolato un indice per ciascun profilo retributivo riferito a posizioni intellettuali presenti nel database di JobPricing, attraverso il rapporto tra la RAL del singolo individuo e la RAL media di mercato di una grande azienda relativa alla sua posizione organizzativa di riferimento. In secondo luogo, è stato ottenuto il C_S_I di ciascuna azienda, calcolando la media degli indici di ciascun profilo appartenente a quell'azienda. Le classifiche parziali sono riferite alle singole famiglie professionali:
• Manager (Dirigenti e Quadri Manager)
• White Collar (Quadri White Collar e Impiegati)
e consentono di evidenziare il posizionamento di ogni singola azienda sul mercato analizzato, in misura differente in funzione della specifica famiglia professionale.
Il Company Salary Index (C_S_I) è basato su informazioni raccolte via web, mediante questionario on line compilato da utenti in forma anonima. I dati sono trattati in forma aggregata. Le classifiche riferibili alle aziende sono state realizzate prendendo in considerazione solo le aziende con una quantità di osservazioni ritenuta significativa. Per rendere i dati aziendali significativi, l'informazione relativa a ogni singolo individuo viene confrontata con il dato di mercato della posizione dichiarata dall'individuo stesso, contenuto nel Database di JobPricing. Questo metodo permette di ottenere, per ogni azienda, un confronto rigoroso e puntuale. Lo studio è stato realizzato con intento prettamente divulgativo.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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