Approfondimenti

Crisi d'impresa vigilata dai sindaci

di Cristina Bauco

Febbraio 2021

Pubblicato sul sito www.eutekne.info in data 5 febbraio 2021.

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In linea con le scelte effettuate in occasione delle precedenti pubblicazioni, l'attuale versione delle Norme di comportamento CNDCEC del collegio sindacale di società non quotate si basa sulle disposizioni normative vigenti e sull'evoluzione giurisprudenziale registrata negli ultimi anni che, inevitabilmente, ha comportato un adeguamento delle regole tecniche e deontologiche già coniate a standard professionali utili per un diligente svolgimento dell'incarico. Nella menzionata prospettiva, pertanto, la sezione 11 è stata rivista solo nella prima parte: le Norme 11.1, 11.2 e 11.3 hanno risentito delle modifiche apportate dall'art. 375 del Codice della crisi all'art. 2086 c.c., vigente, a regime, dal 16 marzo 2019.

Più specificatamente, in ossequio alle disposizioni dell'art. 2086 comma 2 c.c., viene preso in esame il comportamento del collegio sindacale, o del sindaco unico di srl, per consentire la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale. Come ribadito in più parti del documento, l'attività che l'organo di controllo, anche monocratico, è chiamato a svolgere è sempre riconducibile alla generale previsione di cui all'art. 2403 c.c., che impone ai sindaci di vigilare anche sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

Tale assetto, per disposizione dell'art. 2086 comma 2 c.c., deve risultare adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi di impresa e della perdita della continuità aziendale ed è pertanto fatto obbligo all'organo di amministrazione di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti per il superamento della crisi e il recupero della continuità. Nella nuova prospettiva, allora, la vigilanza dell'organo di controllo sull'adeguatezza deve estrinsecarsi anche nella valutazione che gli assetti si dimostrino capaci di far sì che perdita di continuità o segnali di crisi possano essere rilevati per tempo.

La funzione dei sindaci mai involge il merito delle scelte di gestione messe in atto dall'organo di amministrazione. Ciò non toglie, però, che il collegio sindacale, anche grazie al proficuo e tempestivo scambio di informazioni con il soggetto incaricato della revisione legale e alle relazioni fornite almeno con cadenza semestrale dall'organo di amministrazione, possa cogliere segnali di criticità e attivarsi, anche in funzione di prevenzione dell'aggravamento delle rilevate criticità.

Logicamente, i sindaci dovranno fondare le proprie verifiche sulle disposizioni legislative vigenti all'epoca dell'incarico (aspetto da non trascurare in questo periodo di legislazione emergenziale). Nel caso di fondati segnali di crisi, le iniziative dell'organo di controllo si connotano per maggiore incisività: la situazione di crisi impone valutazioni tanto più accurate e mirate, quanto più è probabile che sia necessario ricorrere all'ausilio di competenze esterne per favorirne la soluzione con gli strumenti predisposti dall'ordinamento.

Per quanto sopra esposto, con l'intenzione di fornire utili suggerimenti ai sindaci, le Norme 11.1 e 11.2 raccomandano di intensificare i flussi informativi e gli scambi con l'organo di amministrazione tenuto per legge a provvedere affinché venga garantita o recuperata la continuità aziendale o a fronteggiare per tempo la crisi con gli strumenti che l'ordinamento disciplina (a seconda del caso, operazioni sul capitale, operazioni c.d. straordinarie, ristrutturazioni, istituti di composizione della crisi disciplinati nella legge fallimentare): l'organo di controllo è chiamato a effettuare un costante monitoraggio dell'attuazione e dell'efficacia dei provvedimenti adottati.

L'organo di controllo può decidere di denunciare le omissioni all'assemblea

Nei casi di fondati segnali di crisi, in particolare, dinanzi alla inattività dell'organo di amministrazione, in attesa dell'entrata in vigore del Codice della crisi, le Norme di comportamento mettono in evidenza come l'organo di controllo possa maturare la decisione di denunciare le omissioni all'assemblea, ai sensi dell'art. 2406 comma 2 c.c., potendosi connotare il comportamento omissivo e ingiustificato degli amministratori come "fatto censurabile di rilevante gravità" e la segnalata situazione di crisi il motivo per cui vi sia "urgente necessità di provvedere"; inoltre, nel caso in cui gli esiti dell'assemblea non siano ritenuti adeguati, e ricorrendone i presupposti, i sindaci possono denunciare i fatti al Tribunale ai sensi dell'art. 2409 c.c. In tal modo, l'organo di controllo esercita le prerogative che gli sono riconosciute dall'ordinamento e che dovrebbe con accortezza impiegare per arginare eventuali pregiudizi per la società e per evitare che possano essergli contestate responsabilità, ai sensi dell'art. 2407 comma 2 c.c., per l'inerzia antidoverosa degli amministratori.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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