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Come investire i risparmi senza rischi
a cura della Redazione
Febbraio 2019

Pubblicato sul sito www.laleggepertutti.it in data 26 aprile 2019.

* * *

Con il tuo duro lavoro o grazie a ingenti entrate economiche impreviste, sei riuscito a mettere da parte una consistente somma di denaro che adesso vorresti far fruttare in modo da assicurarti rendite certe e sicure. In molti sono stati nella tua situazione, ma una buona parte di essi si è gettata a capofitto in attività finanziarie particolarmente rischiose con il risultato di dilapidare buona parte del capitale di partenza. Con questa guida vogliamo darti utili indicazioni su come investire i risparmi senza rischi attraverso l'adozione di pratiche finanziare trasparenti e più sicure possibili. Grazie ai nostri consigli, ti assicurerai una piccola, ma sicura rendita economica sulla quale potrai contare nei momenti di difficoltà o per spese impreviste.

Prima regola: diversificare
Prima di concentrarci sulle specifiche soluzioni di investimento, è opportuno mettere in chiaro quella che dovrebbe sempre essere la nostra attitudine all'investimento, cioè quella della massima diversificazione.
Investire l'intero gruzzolo in uno strumento economico o in un singolo settore è estremamente controproducente per diversi motivi. Innanzitutto, ti espone ai cali fisiologici, sempre possibili per ogni settore finanziario. In secondo luogo, questa pratica poco oculata può vincolare tutti i tuoi fondi a un investimento specifico che può prevedere tempi di uscita più o meno lunghi in caso di necessità. Infine, legare tutti i tuoi fondi ad un singolo investimento ti impedisce di essere reattivo sul mercato e sfruttare di conseguenza le possibilità che esso può improvvisamente offrirti.
La prima regola per i tuoi investimenti deve essere quella di diversificare. Occorre riservare una parte del tuo patrimonio a investimenti a lungo termine i cui effetti possono arrivare anche dopo diversi anni, dedicando al tempo stesso un'altra parte del patrimonio ad investimenti a breve scadenza dai quali è possibile uscire facilmente nel giro di pochi mesi.
Buona norma è quella di variare anche i settori in cui investire. Si può per esempio investire una consistente fetta del patrimonio in buoni fruttiferi postali, a rischio praticamente nullo e rendita bassa, riservando al contempo una quota della somma a titoli di stato e un'altra ancora più esigua a titoli azionari o investimenti in materie prime. Dividere il patrimonio in più parti e in più settori ti metterà al riparo dalle oscillazioni del mercato, fornendoti sempre una soluzione per piccoli, ma guadagni sicuri.

I buoni fruttiferi postali
Il primo servizio finanziario per investire senza rischi su cui vogliamo concentrare la tua attenzione è quello dei buoni fruttiferi postali di Poste Italiane. Questo strumento ha diversi vantaggi rispetto ad altri analoghi: è garantito dallo stato italiano, non ha costi di sottoscrizione ed è soggetto a una tassazione agevolata del 12,5% sugli interessi maturati.
Questi buoni, acquistabili anche con un investimento minimo di 50 euro, hanno un rendimento annuo che varia dallo 0,1% al 2,25%, in base alla scadenza del titolo e all'elasticità consentita per l'uscita e il conseguente rimborso della cifra investita.
Sul sito di Poste Italiane puoi consultare tutti i piani aggiornati. Fai una scelta oculata, trovando il giusto compromesso fra le tue disponibilità economiche: quanto vorresti guadagnare, la durata dell'investimento e la flessibilità in uscita che desideri garantirti. Questo strumento finanziario è perfetto per compensare eventuali investimenti a basso e medio rischio che vuoi compiere, in quanto consente di guadagnare una piccola cifra a rischi praticamente nulli.

I conti deposito
Un altro utile strumento finanziario privo di rischi è senza ombra di dubbio quello dei conti deposito, consentito da diversi istituti bancari. Questo strumento consiste nel vincolare una parte del tuo patrimonio per un periodo di tempo limitato, guadagnando attraverso un piccolo interesse. L'unico rischio di questo strumento è derivante dal fallimento dell'istituto bancario, ipotesi che grazie al supporto dello Stato italiano è comunque quasi sempre scongiurata. Si tratta di un'alternativa abbastanza snella che porta a guadagni paragonabili a quelli dei buoni fruttiferi postali con un rischio decisamente basso. Valuta attentamente quale delle due alternative scegliere in base alle tue esigenze nel breve e nel medio periodo e alle tue disponibilità economiche.
Fra i vari istituti che consentono di investire attraverso questo strumento, ti consigliamo Widiba che concede un interesse dell'1,6% per somme vincolate per sei mesi. Consulta il sito della banca Widiba per avere ulteriori dettagli su questa valida possibilità di investimento.

I piani di accumulo capitale (pac)
Un altro strumento snello e ampiamente personalizzabile che ti consigliamo di valutare attentamente è quello dei piani di accumulo capitale, conosciuti anche con l'acronimo pac. Questo strumento permette di investire mensilmente delle cifre anche modeste (si parte da 50 euro) insieme a società che si occupano di investire e massimizzare i profitti di questa quota, attraverso una miscela di titoli di stato e fondi azionari, di cui è generalmente possibile decidere il settore (per esempio paesi emergenti).
Il fattore rischio è abbattuto dalle basse cifre che è possibile investire e dalla procedura di accumulo progressivo che tende ad abbassare sia le potenziali perdite che gli effettivi guadagni. Scegliendo il momento giusto in cui prelevare la somma accumulata sul pac, è possibile mettere a segno una piccola e non trascurabile rendita, parzialmente smorzata da quello che possiamo considerare il vero tallone d'Achille di questo strumento, ovvero le alte commissioni.
Fra i vari istituti che consentono di investire con lo strumento del piano di accumulo, sottoponiamo alla tua attenzione NEF, società lussemburghese che ottiene da anni importanti risultati in questo settore. Sul sito ufficiale della società è possibile consultare i vari piani a disposizione dei clienti, e scegliere quello che si adatta meglio alle tue specifiche esigenze.

Obbligazioni
Un'altra alternativa per fare investimenti a rischi relativamente bassi è costituita dalle obbligazioni, ovvero dei titoli di debito emessi da enti pubblici o privati che consentono di guadagnare attraverso lo stacco periodico di una cedola, ovvero un piccolo interesse sul capitale versato che precede la restituzione dello stesso.
Le obbligazioni largamente più utilizzate sono i titoli di stato; nello specifico nel nostro Paese i titoli di stato italiani. Esistono diverse soluzioni fra cui scegliere: i Bot che hanno durata variabile fra i tre e i 12 mesi, senza cedole; i Btp Italia della durata variabile fra i quattro e gli otto anni, con cedola annuale pagata in due rate semestrali; i Buoni del tesoro poliennali (Btp) che hanno una durata compresa fra i tre e i 50 anni e concedono una cedola semestrale di entità fissa; i Cct che hanno una durata di 7 anni con cedola semestrale a tasso variabile; i Buoni del tesoro poliennali indicizzati all'inflazione europea (BTP€i), che si distinguono dai BTP ordinari per la durata di cinque o di dieci anni e per la cedola semestrale variabile in base all'andamento dell'inflazione europea.
I titoli di stato italiani sono un investimento a rischio decisamente basso, costituito in sostanza dalla possibilità che una potenza economica come l'Italia si dichiari insolvente nei confronti dei propri creditori. I titoli possono essere acquistati sia durante le aste di emissione, che vengono organizzate a intervalli regolari nel corso dell'anno, sia in un secondo momento, intervenendo sul mercato in maniera non dissimile dai tradizionali titoli azionari. La cifra minima per accedere a questo strumento è di 1.000 euro, variabile a seconda del valore del titolo.
La particolarità dei titoli di stato deriva dalla commistione fra la cedola che si guadagna a intervalli regolari, prima del saldo dell'intera cifra spesa alla scadenza del titolo, e la possibilità di vendere sul mercato un titolo di stato che ha guadagnato valore rispetto al momento dell'acquisto, come si fa appunto con le classiche azioni. I titoli di stato acquistati in un momento in cui i tassi di interesse sono particolarmente alti, come per esempio quello attuale, possono così diventare un doppio strumento di investimento, nel medio e nel lungo termine. I titoli di stato sono soggetti a una tassazione agevolata del 12,5% che li rende ancora più appetibili rispetto a strumenti analoghi.
Le obbligazioni vengono emesse anche da aziende private, per finanziarsi in specifici momenti della loro attività. In questo caso, il principio è similare a quanto abbiamo spiegato per i titoli di stato, ma i guadagni sono solitamente leggermente superiori. A un maggiore guadagno corrispondono però anche maggiori rischi, che in questo caso sono rappresentati dalla maggiore probabilità che un ente privato si dichiari insolvente rispetto a uno stato. Ricorda inoltre che le obbligazioni non beneficiano della tassazione agevolata, e la rendita è di conseguenza tassata al 26% invece che al 12,5%.

Da evitare: i fondi pensione Il nostro intento è di consigliarti investimenti che siano il più sicuri possibile e che, al tempo stesso, possano consentirti di riscattare i tuoi profitti, anche se bassi, in tempi brevi o brevissimi; pertanto, ti invitiamo a evitare i cosiddetti fondi pensione.
I fondi pensione si distinguono in due categorie: chiusi e aperti. Quelli chiusi sono generalmente legati al proprio contratto di lavoro e sono spesso obbligatori; consistono nel versamento congiunto da parte di datore di lavoro e dipendente (di solito con un contributo maggiore da parte del primo) di parte della retribuzione mensile, che verrà poi riscattata dal lavoratore sotto forma di pensione aggiuntiva a quella erogata dall'Inps.
I fondi pensione aperti sono consentiti a chiunque e si basano sulla stipulazione di una polizza da parte di un lavoratore dipendente o autonomo con una banca o con una compagnia assicurativa alla quale verserà una cifra di entità variabile fino al momento del pensionamento (che coinciderà con l'inizio del riscatto di quanto versato).
Entrambe le tipologie di fondo pensione presentano delle criticità tali da sconsigliarne la sottoscrizione. I fondi pensione chiusi, anche se generalmente sono in carico al dipendente per importi relativamente bassi, risentono del continuo mutamento delle attività lavorative che fanno riferimento a determinati contratti nazionali e che nel tempo portano spesso a squilibri fra contribuenti e beneficiari del fondo, con la conseguenza di portare lo stesso a drastici e unilaterali ridimensionamenti o al rischio di default. È questo il caso del Fondo Fiorenzo Casella riservato ai lavoratori dei giornali quotidiani che versa da anni in cattive acque, con conseguenti danni economici a carico dei sottoscrittori.
I fondi pensione aperti possono essere più accattivanti agli occhi del potenziale cliente, in quanto erogati da enti con le spalle abbastanza larghe per sopravvivere alle crisi più profonde e avvantaggiati da una tassazione agevolata al 15% e da una deducibilità dal reddito fino a 5.164 euro annui. Non è tutto oro quel che luccica. Innanzitutto, il vincolo dei fondi pensione aperti è estremamente duraturo, con l'eccezione del sopraggiungimento di ingenti spese mediche per malattie gravi o per stato di disoccupazione duraturo, i soldi che versiamo sono infatti vincolati al fondo pensione per almeno 8 anni. Dopo questa data, e prima del sopraggiungimento del prepensionamento, è possibile chiedere soltanto un anticipo del 75% a fronte dell'acquisto o ristrutturazione della prima casa o del 30% in altri casi. Questo può portare un giovane appena affacciatosi al mondo del lavoro a non poter beneficiare totalmente di quanto versato per oltre 40 anni con tutte le problematiche del caso.
A fronte di un rendimento lordo leggermente più alto rispetto agli strumenti economici che abbiamo visto in precedenza, i fondi pensione aperti presentano anche costi di commissione generalmente più alti che riducono al minimo l'effettivo vantaggio sulla concorrenza.
Da non trascurare un altro dettaglio: a differenza della pensione percepita dall'Inps, per permettere la reversibilità al coniuge dell'importo pensionistico è necessario optare per un piano specifico, ovvero la rendita reversibile, che però abbassa ulteriormente la somma vitalizia percepita. Potremmo così trovarci di fronte all'ipotesi di versare per decenni una somma senza ottenerla mai più, o in alternativa ottenendo un importo estremamente ridotto per assicurare ai nostri eredi di beneficiare dei nostri sacrifici.

I beni rifugio: oro e diamanti
Un'altra alternativa di investimento è composta dai cosiddetti beni rifugio, come oro e diamanti. Gli investimenti in questo settore vengono da sempre considerati fra i più redditizi, in quanto non risentono di particolari cadute di prezzo, e anzi, vedono solitamente un cospicuo aumento del loro valore nei momenti più negativi del mercato azionario.
Occorre prestare particolare attenzione all'andamento del valore di oro e diamanti. Prima dell'acquisto, considera l'attuale prezzo per grammo dell'oro e il listino prezzi dei diamanti sul Rapaport diamond report.
Il maggiore rischio dell'investimento in oro e diamanti è rappresentato dalla scarsa trasparenza in sede di acquisto e di vendita. Cerca di affidarti, per quanto possibile, a rivenditori fisici di oro e di diamanti, facendo attenzione a non acquistare a prezzi fuori mercato che affosserebbero in partenza il tuo investimento e, per la stessa ragione, a non rivendere a esercenti che applicano commissioni esagerate.

Gli immobili
L'ultima possibilità di investimento su cui vogliamo focalizzare la tua attenzione è quella del settore degli immobili che da sempre, soprattutto nel nostro Paese, è considerata una delle attività più redditizie di tutte nel lungo termine, nonché la prima forma di investimento degli italiani.
Se si dispone di una consistente cifra, l'acquisto di un immobile ha un duplice vantaggio: nel lungo termine la casa, l'appartamento o l'ufficio commerciale guadagnerà probabilmente valore, permettendo all'acquirente di trarre profitto. Nel caso in cui l'acquirente non sia interessato a una vendita, può comunque procedere all'affitto dell'immobile che, nel giro di una ventina di anni, permette solitamente di rientrare dalle spese sostenute per l'acquisto e cominciare a trarre profitto.
Il rischio deriva dalla possibilità che l'immobile in questione veda scendere il suo valore nel corso del tempo o che non trovi interesse da parte dei potenziali affittuari. Ti consigliamo quindi di fare valutazioni precise e accurate dello stato dell'immobile, tenendo conto della sua posizione e delle potenzialità di sviluppo della zona circostante, ma anche di altri fattori come la raggiungibilità attraverso i principali mezzi di trasporto o la quantità di aziende e negozi nelle immediate vicinanze.
In fase di acquisto dell'immobile, tieni conto dell'andamento del mercato che attraversa oscillazioni cicliche. Inoltre, fai attenzione al costo dell'immobile e di un eventuale affitto per metro quadro, ricordando che, soprattutto nelle grandi città, le case piccole sono quelle più richieste e presentano margini di profitto migliori.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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