Rassegna stampa

Beni immateriali, ok alla rivalutazione ampia nei bilanci

di Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi

Italia Oggi

Giovedì 1 aprile 2021

Anche i beni immateriali giuridicamente tutelati con costi computati in conto economico ma che avevano le caratteristiche per essere capitalizzati possono essere oggetto di rivalutazione, beni in leasing rivalutabili solo se già riscattati, riserve in sospensione di imposta con rilevanza fiscale solo nel caso in cui vengano attribuite ai soci. Sono questi alcuni dei punti contenuti nel documento interpretativo n. 7 messo a punto dall'Oic sugli aspetti contabili della rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni di cui alla legge n. 126 del 2020 di conversione del decreto agosto, il n. 104.

Il documento, che era stato diffuso in bozza al fine di acquisire le osservazioni, viene dunque reso definitivo e costituirà un elemento di ausilio ai bilanci 2020 che, tendenzialmente, sono proprio quelli interessati dalla procedura di rivalutazione. Come accennato, nel paragrafo 6 del documento viene affermato come possano essere oggetto di rivalutazione i beni immateriali ancora tutelati giuridicamente alla data di chiusura del bilancio in cui è effettuata la rivalutazione anche se i relativi costi, seppur capitalizzabili nello stato patrimoniale, sono stati imputati interamente a conto economico. La giustificazione che fornisce l'Oic, nella parte finale del documento attiene alla necessità di non creare discriminazioni rispetto ad una fattispecie trattata in modo differente ma che, nella sostanza, è la medesima. Peraltro, nelle osservazioni viene fatto riferimento al fatto che la rivalutazione in questione rilevi ai fini civilistici con una precisazione, dunque, che se da un lato appare evidente per altri versi non risulta del tutto delineata. Sempre in tema di immobilizzazioni immateriali viene chiarito come possono essere oggetto di rivalutazione i beni che soddisfano la definizione di immobilizzazioni materiali ai sensi dell'Oic 16 e di beni immateriali ai sensi dell'Oic 24 anche se completamente ammortizzati. Il secondo aspetto, riguarda i beni in leasing, rispetto ai quali si ribadisce come sia necessaria l'iscrizione nell'attivo dello stato patrimoniale. Qui, il vero tema atteneva al momento della iscrizione considerando come sia del tutto evidente che una iscrizione sia nel 2019 che nel 2020 non comporti alcun tipo di problematica. Il tema reale era quello legato alla ipotesi di una iscrizione soltanto nel 2020 per effetto del riscatto e l'evidenziazione in nota integrativa nel 2019 in base a quanto previsto dall'appendice A del principio Oic 12. Va detto che nel documento interpretativi viene richiamata detta appendice ma è vero anche che si parla di beni riscattati e non, semplicemente, utilizzati. Un punto importante che viene chiarito riguarda, in concreto, più l'aspetto fiscale che quello civilistico. Viene infatti condivisibilmente affermato come la riserva in sospensione di imposta non affrancata è assoggettabile a tassazione in capo alla società solo se detta riserva venga effettivamente attribuita ai soci. Con questo passaggio, dunque, l'Oic prende una posizione che è diversa da quella in realtà per nulla convincente espressa dall'agenzia delle entrate in risposta a una istanza di interpello del 2019, nella quale si affermava che la tassazione della riserva scattava anche quando la riserva in questione rimaneva, per utilizzi diversi da quelli di copertura delle perdite, all'interno del patrimonio della società. Quindi, ogni utilizzo della riserva diverso dall'effettiva attribuzione ai soci non potrà mai generare una tassazione in capo alla società che ha appostato in bilancio la riserva medesima. Posto che la legge, a differenza della quasi totalità delle precedenti rivalutazioni consente di assumere il singolo bene, viene precisato come nel caso di immobilizzazioni che comprendono beni separabili (ad esempio un fabbricato e il terreno sottostante) occorre individuare distinti valori di rivalutazione. Infine, in relazione al dato temporale, cioè al bilancio nel quale effettuare la rivalutazione, si afferma che le imprese che hanno l'esercizio non coincidente con l'anno solare possono eseguire la rivalutazione nel bilancio relativo all'esercizio in corso al 31 dicembre 2019, se approvato successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 126 del 2020, a condizione che i beni d'impresa e le partecipazioni risultino dal bilancio dell'esercizio precedente. Laddove tali imprese abbiano eseguito la rivalutazione nel bilancio relativo all'esercizio in corso al 31 dicembre 2019, non potranno eseguirla nel bilancio successivo.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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