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Basilea 2 in ritardo di un anno
di Isabella Bufacchi
Il Sole 24 Ore
Sabato 9 dicembre 2006

Basilea2, nella forma di una direttiva comunitaria, decreti legge e voluminosi regolamenti attuativi delle banche centrali, entra in vigore formalmente il primo gennaio 2007. Ma le banche italiane ed europee, grandi e piccole, inizieranno a calcolare i requisiti patrimoniali in base alle nuove regole prudenziali solo a partire dal primo gennaio 2008. Lo "slittamento" di un anno dell'adozione del nuovo accordo emanato dal Comitato di Basilea il 26 giugno 2004 non è un blitz del sistema bancario: l'applicazione del periodo transitorio previsto da Bruxelles, ma ben poco pubblicizzato, che permette agli istituti di credito europei di tagliare il nastro di partenza tutti nello stesso momento. Con un anno in più.
La Banca d'Italia, attraverso le sue filiali locali, ha inviato in ottobre una lettera alle banche per chiedere la formalizzazione della loro scelta sul rinvio, ricordando che «le norme comunitarie offrono alle banche e ai gruppi bancari la possibilità di continuare ad applicare, al più tardi sino alla fine del 2007, le regole prudenziali attualmente in vigore». In altre parole, fino al 31 dicembre 2007 i requisiti patrimoniali potranno essere calcolati in base al metodo Basilea 1. Le banche italiane che si sono avvalse di questa opzione, che consiste anche nell'esenzione dalla nuova disciplina sui rischi operativi, hanno segnalato la propria posizione alla Banca d'Italia entro il 31 ottobre scorso. Secondo fonti bene informate, in Italia e in Europa Basilea 2 farà il suo ingresso nei bilanci delle banche non prima del 1° gennaio 2008.
La direttiva 2006/48/CE, che entra in vigore il primo gennaio 2007, prevede un'eccezione: le norme comunitarie relative all'adozione dei metodi avanzati (sistema di rating interno) di misurazione dei rischi di credito e operativi troveranno applicazione dal primo gennaio 2008, come puntualizza nella sua lettera la Banca d'Italia. Una corsia preferenziale. Chi per contro intendeva adottare fin dal 2007 il metodo standardizzato (utilizzo dei rating esterni), avrebbe dovuto includere nel calcolo dei requisiti patrimoniali minimi anche il rischio operativo: una novità che però ha un costo. L'articolo 152 della norma comunitaria, dal paragrafo 8 al paragrafo 14, consente allora a tutte banche, utilizzatrici finali di qualsiasi metodologia di calcolo, la facoltà di applicare Basilea 1 fino alla fine del 2007. «Questo periodo transitorio è finalizzato a un'equiparazione. Consente alle banche di partire tutte assieme, rende il sistema più omogeneo ed evita di creare svantaggi o diversità in termini di assorbimento di capitale», ha spiegato Gianfranco Torriero, direttore del centro studi Abi e capoprogetto per Basilea 2.
Il 2007 resta comunque un anno di preparazione decisivo ai fini del nuovo regime prudenziale. Tutte le grandi banche italiane hanno deciso di adottare il metodo con rating interno avanzato: quello che tra tutti dovrebbe liberare più capitale nei confronti dei debitori migliori ed elevare il patrimonio di vigilanza per i debitori peggiori. Alcuni istituti italiani sarebbero potuti partire già dal 2007 con il metodo base del rating interno, per poi introdurre quello avanzato dal 2008: ma alla fine hanno optato per mantenere Basilea 1. Nessun istituto ha ottenuto l'autorizzazione dalla Banca d'Italia per attivare il metodo avanzato fin dal 2007: anche perché mancano le norme.
Da un punto di vista strettamente normativo, entro fine anno l'Italia si metterà in regola: è in arrivo un decreto legge di recepimento della direttiva su Basilea 2. A distanza di una quindicina di giorni dall'entrata in vigore di questo provvedimento legislativo, la Banca d'Italia renderà note le norme definitive su Basilea 2: nel corso di quest'anno via Nazionale ha inviato numerose bozze per recepire le osservazioni degli addetti ai lavori. L'ultima è stata pubblicata il 30 novembre: un librone di trecento pagine. Il 22-23 gennaio prossimo l'Abi ha organizzato una due-giorni su Basilea 2: in quell'occasione la Banca d'Italia spiegherà a centinaia di operatori bancari quello che resta da fare per far decollare Basilea 2.

* * *

Capitale e rischi di credito
Lo sforzo perseguito dal Comitato di Basilea nel definire i nuovi standard internazionali sull'attività di credito bancario è duplice: rafforzare la capitalizzazione delle banche senza ridurre l'offerta di credito presso gli operatori economici.
Per valutare gli effetti delle nuove regole la Banca per i regolamenti internazionali ha effettuato una indagine globale su gruppi bancari di dimensioni diverse e attivi nei Paesi del G 10, nei Paesi dell'Unione europea e in altre aree geografiche; per un totale di 31 Paesi.
Dai risultati raccolti emerge come l'applicazione dei nuovi standard di valutazione sui rischi legati all'attività di credito non comporta la necessità di una maggiore capitalizzazione rispetto alla situazione precedente. Per i principali gruppi bancari internazionali le stime sono invece di una riduzione del 6,8% dei livelli patrimoniali prima richiesti.

La nota di Bankitalia
Il 23 ottobre la Banca d'Italia ha inviato una lettera alle banche con oggetto il nuovo regime prudenziale Basilea 2: la missiva chiede la formalizzazione della decisione di avvalersi dell'opzione, prevista dalla direttiva 2006/48/CE, di continuare ad applicare nel 2007 il metodo Basilea 1.
Con l'occasione, via Nazionale ricorda che il rinvio ha un vantaggio: l'esenzione dalla disciplina sui rischi operativi, che comporta requisiti patrimoniali aggiuntivi, una delle novità più spinose introdotte da Basilea 2.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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