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Basilea 2, il rischio rating porta più trasparenza
di Mariano Mangia
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 6 giugno 2005

Maggiore competitività, un cambiamento del rapporto banca-impresa e un credito più difficile e più caro, questo si attendono le imprese dalla normativa di Basilea 2 che tuttavia, mostrano di conoscere ancora poco. In un'indagine realizzata lo scorso anno da Bnl su 650 aziende clienti, il 60% del campione dichiarava di non essere sufficientemente informato, il 79% delle imprese prevedeva un'evoluzione nel rapporto banche-imprese, l'87% si aspetta un forte supporto consulenziale da parte delle banche e ben il 90%, infine, prevedeva conseguenze e variazioni sui tassi di credito. «Abbiamo tenuto convegni sull'argomento in dieci capoluoghi - afferma Bruno Sbrocco, responsabile Segmento Medie Aziende del Mercato Corporate di Bnl - e gli incontri hanno confermato i dati del sondaggio: emerge una voglia di capire esattamente di cosa si tratta. Il punto focale è il discorso del rating e di come l'utilizzo di questo metodo da parte delle banche possa cambiare il rapporto tra banca e impresa e, in particolare, la quantità dei finanziamenti, cioè se ci sarà una restrizione del credito o piuttosto un incremento del prezzo del credito stesso». I timori di una stretta nell'erogazione del credito e di maggiori difficoltà per le piccole imprese sono fugati da Fabiano Gobbo, partner di Kpmg Advisory: «Una cosa che probabilmente non succederà e che invece è stata paventata in un periodo recente e ancora è un timore per gli imprenditori, è quella della 'stretta' creditizia in seguito all'introduzione di questa normativa. Quello che si può dire, andando a leggere la normativa, è che le imprese più piccole dal punto di vista dei requisiti patrimoniali hanno un trattamento molto più favorevole delle società grandi e, quindi, le banche, più che essere scoraggiate, dovrebbero essere indotte a erogare a questo segmento di clientela. Questo ragionamento vale in media, perché sicuramente vi sarà qualcuno che risulterà penalizzato e chi verrà favorito. Ma risulterà penalizzato chi ha una struttura finanziaria o un posizionamento competitivo debole, chi, comunque, anche oggi, a un'analisi di credito attenta, risulterebbe difficilmente affidabile o affidabile a un pricing elevato. La normativa non farà nient'altro che fare emergere quello che già è: ci sarà una tendenza generale ad avere più trasparenza nel mercato». Il quadro sullo stato di salute patrimoniale e finanziario delle piccole e medie imprese non è proprio confortante. Dalla recente "Indagine conoscitiva sul rating tecnico applicato alle imprese del Sistema Italia" effettuata da Eu-Ra Europe rating per il periodo 2000-2003 sulle società di capitali con fatturato annuo superiore ai 500 mila euro, emerge come il contesto congiunturale non favorevole del 2003 abbia accentuato i segnali di vulnerabilità già manifestati dalle imprese negli anni passati.
L'analisi statistica degli indicatori principali segnaletici del rating tecnico fa emergere come la struttura patrimoniale e finanziaria debole o squilibrata (sottocapitalizzazione; presenza elevata di debiti a breve termine; incidenza forte del magazzino; bassi investimenti; basso autofinanziamento) sia stata enfatizzata dal peggioramento dello scenario economico. La struttura patrimoniale delle aziende di minori dimensioni, poi, risente fortemente di alcune pratiche contabili: ad esempio nelle società a responsabilità limitata, che costituiscono l'80% circa del panel di Eu-Ra, il valore del Roe è particolarmente basso, se non nullo, perché in queste imprese la remunerazione dei sottoscrittori del capitale molto spesso non avviene attraverso l'erogazione di dividendi, ma attraverso il pagamento di stipendi o di consulenze.
«Il peso dell'indebitamento bancario rispetto ai mezzi propri e l'utilizzo dei finanziamenti a breve rispetto al medio e lungo termine sono fattori che non giocano a favore del giudizio che si può dare delle aziende - conferma Sbrocco di Bnl - ma è anche vero che i modelli di rating sono calcolati sulla situazione italiana e quindi tengono conto delle specificità del tessuto industriale». In Bnl segnalano la tendenza in atto a un maggiore utilizzo del medio e lungo termine e prevedono che sia la legislazione fiscale, che non rende conveniente utilizzare la leva, sia le problematiche di Basilea spingeranno molti imprenditori, dove è possibile, a patrimonializzare le aziende.
Tendenze confermate dalla ricerca di Europe rating: se per il periodo 2000-2003 le imprese minori (sotto il milione di euro di fatturato) continuano a rappresentare il fanalino di coda del sistema, solo il 12,48% di esse si colloca nelle classi Investment Grade, è pur vero che, nel medesimo periodo, questa classe di imprese ha sperimentato un miglioramento del rating (crescono in buona misura le classi BBB e BB), testimoniato anche dalla presenza di minori volumi di perdite nette, di più elevata patrimonializzazione, di un minore rapporto di leverage e di un avanzamento del Roe e del Roi.
Una cosa è certa: il rapporto tra banche e imprese diverrà più stretto. «Bisogna che in qualche maniera migliori l'informazione, la trasparenza sia dalla banca verso l'impresa, sia dall'impresa verso la banca - è l'opinione di Sbrocco di Bnl -. Noi dobbiamo far capire loro come li valutiamo, come li giudichiamo e quali sono i fattori che devono governare per poter vedere migliorato il giudizio che hanno, quindi l'accesso al credito e il prezzo del credito stesso. Le aziende devono farci capire meglio i loro progetti, i loro numeri, con il bilancio, ma anche con altri modi, in maniera più approfondita di quanto oggi non abbiamo fatto. «Ma saranno numerosi i cambiamenti che Basilea 2 determinerà: una tendenza a ridurre il numero di controparti bancarie, a favore di una relazione più stretta, anche con un solo istituto di credito, una maggiore richiesta di consulenza, un ruolo diverso dei Confidi e tanto altro ancora, come sottolineano in Kpmg Advisory: «Basilea è un processo da una parte di lungo periodo e dall'altra irreversibile. E quindi tutti dovremo fare i conti con una cosa che cambierà molto e cambierà molto anche perché contemporanea con la variazione dei principi contabili. Da qui a cinque anni la realtà potrebbe essere completamente diversa da quella attuale».

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