Rassegna stampa

AAA revisore cercasi. Inutilmente

di Michele Damiani

Italia Oggi

Mercoledì 15 gennaio 2020

A Milano migliaia di imprese non riescono a trovare un revisore. Soprattutto quelle più piccole. Questo perché la riforma della crisi di impresa coinvolge anche le aziende minori, che molto spesso non hanno i requisiti a norma e quindi sono soggette al meccanismo di allerta. Il commercialista che dovrebbe fare il revisore, sarà obbligato fin da subito a segnalare le precarietà e se non lo fa incappa in un comportamento doloso e non può quindi assicurarsi. Inoltre, i compensi sono generalmente molto bassi, basti pensare che a Napoli sono stati accettati 24 incarichi per 10 mila euro complessivi. Quindi, il commercialista dovrebbe operare in un contesto a rischio, senza la possibilità di assicurarsi e con compensi molto bassi. Perciò, molti decidono di rinunciare all'incarico e le imprese non riescono a formare i loro collegi sindacali. L'argomento è stato trattato ieri durante la terza edizione del Forum commercialisti, la manifestazione organizzata da Italia Oggi a Milano. L'evento ha visto la relazione di 22 presidenti di ordini locali, che hanno espresso ai senatori Andrea De Bertoldi (Fd'I) ed Emiliano Fenu (M5s) le problematiche della categoria. «A Milano migliaia di imprese sono in difficoltà a reperire revisori», ha dichiarato la presidente dell'Odcec del capoluogo lombardo Marcella Caradonna. «Non è possibile godere di una copertura assicurativa e i compensi sono esigui rispetto alle responsabilità in capo al professionista. Da un nostro studio è emerso che circa il 40% delle imprese avrà almeno un requisito non a norma rispetto a quanto previsto dalla riforma, quindi il commercialista appena insediato si ritroverebbe subito a dover attivare la procedura di allerta». Tra i temi trattati dai presidenti la digitalizzazione negli studi: «Digitalizzazione sì, ma tutta a carico della categoria e dei contribuenti», il commento di Elbano De Nuccio, presidente dell'Odcec di Bari. «Il processo di digitalizzazione viene fatto con un sacrificio economico e professionale dei commercialisti. È necessario aprire tavoli tecnici prima che vengano approvate le norme». Oltre alla digitalizzazione, si è parlato anche di specializzazioni: «Due volte abbiamo presentato le specializzazioni alla politica ed entrambe le volte non sono state approvate in Parlamento», è quanto detto dal presidente dell'Odcec di Torino Luca Asvisio. «Non possiamo pensare di svolgere la professione come si faceva 20 anni fa», chiosa il presidente dell'Odcec di Roma Mario Civetta. «Sulla semplificazione, cerchiamo di non darci la zappa sui piedi».


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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