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Nella srl si può nominare il sindaco senza sottoporre la società a revisione

di Luciano De Angelis

Giugno 2020

Pubblicato sul sito www.eutekne.info in data 18 giugno 2020.

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L'art. 2477 c.c. deve essere interpretato nel senso che la srl può, alternativamente, nominare un organo di controllo o un revisore dovendosi lasciare all'assemblea la possibilità di scegliere se sottoporre la società al solo controllo di gestione, alla sola revisione legale dei conti o ad entrambi i tipi di controllo. È quanto si legge in una innovativa pronuncia del Tribunale di Roma, Ufficio del Giudice del registro delle imprese, del 1° giugno 2020.

Nel dettaglio, con ricorso depositato il 4 marzo 2020, una srl chiedeva al Giudice del registro di Roma, ai sensi dell'art. 2189 c.c., di provvedere all'iscrizione della delibera assembleare ordinandone il deposito nel Registro delle imprese. Con essa, dopo aver evidenziato l'obbligatorietà della nomina dell'organo di controllo ai sensi del novellato art. 2477, c.c. e del DLgs. 39/2010, si deliberava il conferimento dell'incarico di sindaco unico.

L'incarico veniva attribuito ad un consulente del lavoro non iscritto al registro dei revisori. L'ufficio del Registro delle imprese, rifiutava l'iscrizione evidenziando la mancata iscrizione del professionista nell'elenco dei revisori legali dei conti, ai sensi dell'art. 2477, quarto comma, c.c. Secondo i ricorrenti l'interpretazione dell'ufficio non poteva ritenersi corretta poiché ai sensi dell'art. 2477, comma 1 , la nomina di un revisore legale dei conti non rappresenta un obbligo in quanto la società può limitarsi a nominare un sindaco unico che non cumula le funzioni del revisore legale dei conti ritenendosi quindi corretta la nomina effettuata.

Della questione veniva investito il Tribunale di Roma, Ufficio del Registro delle imprese il quale, in motivazione, osservava che la disposizione in esame (cioè il comma 1 dell'art. 2477) attribuisce alle srl "una autonomia statutaria in ordine ai controlli nell'ambito delle srl. Infatti, l'esplicarsi dell'autonomia privata ha a riferimento non solo la composizione dell'organo, il quale può essere alternativamente monocratico ovvero pluripersonale, limitandosi la norma a porre una regola di default secondo la quale, in difetto di previsione statutaria, l'organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo, ma anche la natura del controllo, essendo rimesso alla società la scelta, alternativamente o cumulativamente, tra un organo di controllo ed un revisore e ciò non solo quando l'introduzione del controllo societario sia facoltativa, ma anche nel caso in cui essa sia obbligatoria ai sensi del richiamato terzo comma dell'art. 2477 c.c. (attuale comma 2, ndr). Quanto alle funzioni concretamente attribuibili all'organo o agli organi nominati, non vi è poi dubbio che il richiamo all'organo di controllo sia svolto con riferimento alle funzioni dell'organo sindacale (anche eventualmente monocratico), mentre quello al revisore abbia riguardo alle funzioni della revisione legale dei conti. Altrettanto certo è che lo statuto possa conferire all'organo sindacale tanto il controllo interno societario quanto la revisione legale dei conti: anzi, qualora lo statuto si limiti a prevedere la presenza dell'organo di controllo senza ulteriormente disporre in merito, nello stesso organo di controllo si andranno a cumulare le due funzioni".

Purtuttavia, ed è questo il passaggio più rilevante della pronuncia, "deve ritenersi consentito che la società proceda alla nomina di – un sindaco unico limitando i compiti di esso alla vigilanza interna alla società e con esclusione del controllo contabile". In questo caso, ritiene il Giudice del registro che il sindaco unico non dovrà essere necessariamente iscritto nel registro dei revisori dei conti.

Nel caso di specie, avendo deliberato l'assemblea di nominare ai sensi del comma 3 dell'art. 2477 c.c. e dell'art. 4 e seguenti del DLgs. n. 39/2010 il sindaco unico, la nomina deve essere intesa nel senso di volere attribuire ad esso tanto il compito di controllo sulla gestione che quello sulla revisione dei conti e quindi il candidato doveva essere iscritto nel registro dei revisori contabili.

La pronuncia appare in linea con il Tribunale di Bologna del 23 maggio 2019 (si veda "Revisione non necessaria nelle srl" del 2 luglio 2019), e con la posizione di una parte della dottrina. In sostanza l'autonomia privata potrebbe modulare liberamente l'estensione dei controlli valutando alternativamente, nelle srl, la nomina di un organo di controllo con funzioni di vigilanza ex art. 2403 e ss. c.c. o di un revisore delegato alla revisione legale (DLgs. 39/2010).

L'interpretazione, seppur legittima in ottica giuridica desta non poche perplessità in chiave operativa. Si pensi, ad esempio, a come potrebbe un sindaco non revisore esprimere ex art. 2429 osservazioni e proposte in ordine ad un bilancio non sottoposto a revisione né dal sindaco (delegato solo alla vigilanza ex art. 2403 e segg. c.c.) né da un revisore esterno, nel caso di specie non nominato. In altri termini, mentre può essere concepibile una revisione priva di vigilanza (con tutte le limitazioni proprie di un tal tipo di controllo), appare difficile concepire l'inverso.

Sulla possibilità di nominare solo un revisore o un sindaco unico revisore (e non il solo sindaco) si vedano nella prassi professionale le Linee guida al sindaco unico del CNDCEC del 2015 (si veda anche la circ. Assonime n. 3/2012 e la Massima Consiglio Notarile di Milano 3 aprile 2012 n. 124) mentre per la necessità del doppio controllo si veda Massima Comitato Notarile Triveneto settembre 2012 n. I.D.13).

In conclusione, ad avviso di chi scrive, appare ormai indifferibile una riforma organica dell'intera disciplina della srl, a partire proprio da quell'art. 2477 c.c., che prestandosi da tempo a molteplici e diversificati "ritocchi" e interpretazioni, forse scritto così bene non è.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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