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Autodiagnosi aziendale: le tecniche di scoring vengono in aiuto all'imprenditore

di Mattia Iotti (professore a contratto di "Valutazione Economica dei Progetti" presso l'Università degli Studi di Parma) e Paolo Camanzi (revisore legale, co-fondatore di analisiaziendale.it)

Aprile 2018

Pubblicato sul sito www.ipsoa.it in data 30 aprile 2018.

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Le tecniche di scoring permettono di capire come l'azienda venga mediamente vista e valutata dagli operatori finanziari al fine di stimare il rischio associato alla concessione di un prestito. Includendo i sistemi di scoring nella propria reportistica periodica, l'impresa riuscirebbe, quindi, a dotarsi di uno strumento di verifica della gestione raccordato con gli schemi obbligatori di bilancio. L'utilizzo di questa metodologia di autodiagnosi diventa particolarmente importante per le aziende che operano sui mercati globali, dove l'applicazione dei sistemi di scoring, validati a livello internazionale, è ormai una prassi consolidata.

Come creare un sistema di reporting integrato interno all'impresa?

Uno dei maggiori problemi per l'imprenditore e il management è rappresentato dalla valutazione dei risultati aziendali con modalità compatibili con una verifica periodica esterna. In particolare, molte PMI e microimprese sono dotate di sistemi più o meno evoluti di verifica dei risultati, ma spesso tali sistemi:

- sono orientati alla verifica della performance economica, senza prestare la debita attenzione agli aspetti patrimoniali e finanziari della gestione;

- sono effettivamente utilizzati solo in occasione della predisposizione del bilancio d'esercizio;

- sono strutturati in una modalità interna, nel senso che sono predisposti sulla base di schemi gestionali interni non raccordati con gli schemi obbligatori previsti dal Codice Civile per lo stato patrimoniale e il conto economico.

La situazione sopra delineata comporta una serie di difficoltà connesse alla completezza della verifica dei risultati, alla celerità con la quale avviene tale verifica e all'estrema difficoltà per lo stakeholder esterno (in particolare, la banca, ma anche i fornitori, i clienti ed i partner potenziali, in generale) di verificare e comparare i risultati.

Perché applicare i sistemi di scoring

Al fine di fornire un importante elemento di sintesi dell'andamento della gestione, il sistema di reportistica dovrebbe essere completato da uno scoring di bilancio, che presenta il pregio di non obbligare l'operatore ad essere un esperto di ragioneria, economia e finanza aziendale per valutare sinteticamente il grado di rischio insito in una data attività aziendale, e diffondere tale informazione in modo chiaro anche agli operatori non tecnici (probabilmente, anche un dirigente non avvezzo ai sistemi di scoring è in grado oggi di distinguere la differenza tra "AAA" e "CCC").

Restando nel campo dei "numeri" aziendali, oggi le tecniche di scoring possono essere definite come un insieme di strumenti utilizzati per la valutazione del merito creditizio di una controparte debitoria nei confronti della quale esiste un'esposizione; per questo motivo si parla anche di credit scoring, obiettivo del quale è quello di stimare il rischio associato alla concessione di un prestito.

Il pregio principale dei sistemi di scoring rispetto ad altri approcci di analisi di tipo "soggettivo" (come, ad esempio, l'analisi di bilancio) è rappresentato dal fatto che nei sistemi di tipo soggettivo la scelta delle variabili e dei pesi dipende da valutazioni strettamente personali del singolo analista, mentre i modelli di tipo statistico si basano sull'utilizzo di procedimenti quantitativi, fondati a loro volta su dati e non su considerazioni personali.

Includendo i sistemi di scoring nella reportistica, l'azienda riuscirebbe a dotarsi con cadenza periodica infra-annuale di uno strumento di verifica della gestione, il tutto raccordato con gli schemi obbligatori previsti di bilancio, ed applicando approcci statistici validati dalla letteratura e dalla prassi internazionale. Procedendo per gradi e senza pretendere di implementare fin dall'inizio sistemi di reporting integrato, un siffatto sistema agevolerebbe notevolmente la circolazione delle informazioni all'intero e all'esterno dell'azienda.

Quando utilizzare le tecniche di scoring

Con gli scoring è possibile apprezzare l'andamento passato della gestione e ottenere utili informazioni relativamente all'andamento futuro; in tale ambito, risulta di particolare interesse applicare uno o più scoring anche all'output del piano econonomico-finanziario predisposto dall'azienda, al fine di verificare preventivamente come si posizionerebbe l'azienda stessa se la gestione futura generasse effettivamente i risultati evidenziati dai numeri contenuti nel piano, verificando contemporaneamente la "tenuta" dei diversi scenari collegati agli eventuali stess-test.

In altre parole, grazie all'applicazione degli scoring è possibile associare un punteggio ad ogni versione del piano, con particolare riferimento al base-case, al best-case e al worst-case.

Considerazioni conclusive

In definitiva, è importante che le aziende considerino gli scoring strumenti utili anche ai fini delle analisi interne e non solo strumenti utilizzati dagli analisti esterni; in effetti, se adeguatamente implementati all'interno di un sistema di pianificazione e controllo, gli scoring permettono di capire come l'azienda venga mediamente "vista e valutata" dagli operatori finanziari per quanto riguarda gli aspetti numerico-quantitativi.

Lo scoring ha quindi il pregio della sinteticità di presentazione dei risultati, e di (relativa) facilità di applicazione (oltreché di vasta applicazione tanto nella letteratura quando nella prassi, anche in ambito internazionale).

Questo ancor più per le imprese operanti sui mercati globali dove l'applicazione di sistemi di scoring, validati a livello internazionale, è prassi consolidata (e, quindi, è di massima utilità l'autodiagnosi). I modelli di scoring finiscono così per assumere la valenza di veri e propri sistemi di autovalutazione.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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