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Stipendi, ecco chi paga di più
di Raffaele Ricciardi
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 13 marzo 2017

Chi si occupa di cercare lavoro per gli altri non è gratificato in busta paga. E' invece difficile che nel settore della chimica ci sia qualcuno che si lamenti dello stipendio. Le agenzie per il lavoro, da Manpower a Randstad, sono la famiglia di imprese con buste paga più leggere delle altre; nel chimico, quasi tutte (con l'eccezione di Basf Italia) sono sopra la media nazionale. Lo dice il Company Salary Index (Csi) sviluppato dall'Osservatorio JobPricing con Repubblica.it, che ordina le grandi aziende in base a quanto pagano i loro dipendenti. Per costruirlo si parte da un indicatore per ciascuno dei 280mila profili retributivi osservati, ottenuto dal rapporto tra la retribuzione annua lorda (Ral) del singolo e la media di mercato. Facendo poi la media degli indici di ciascun profilo interno a una grande azienda, si ha il Csi di quella società. Fatta 100 la media complessiva del Csi, la graduatoria generale è dominata da Procter&Gamble Italia che conferma il primato dello scorso anno con 118 punti. Alle sue spalle resta la Sogei, al terzo posto entrano i sistemi elettronici di Elt. Tra le migliori, la new entry Autostrade per l'Italia al quinto posto, dopo Bankitalia e a pari merito con Barilla. La classifica aggiornata si iscrive in un miglioramento delle buste paga italiane. L'anno scorso i dipendenti privati hanno goduto di un aumento degli stipendi del 2,1 per cento (29.309 di Ral): un sostegno al potere d'acquisto se si considera il –0,1 per cento dei prezzi. I dirigenti, colpiti da uno sfoltimento della truppa e da un ricambio generazionale che non garantisce ai nuovi arrivati i privilegi del passato, hanno perso il 2,9 per cento. Invece gli inquadramenti inferiori – operai e impiegati – hanno beneficiato dei rinnovi contrattuali. Mario Vavassori, fondatore dell'Osservatorio, sottolinea l'effetto-appiattimento degli stipendi, aggravato dalla scure fiscale: «I 30/35 punti di differenza tra le aziende top e le ultime corrispondono a scostamenti di 5mila euro verso l'alto e 4.500 verso il basso: non molto». A maggior ragione «se si considera che gli euro in gioco sono lordi. Quando entra in campo il cuneo, 10mila euro di differenza si riducono a meno di un terzo. Il Fisco è quel socio "occulto", che oscura le differenze che il sistema produttivo stesso tende con fatica ad affermare». Condivide Paolo Iacci, vicepresidente dell'Associazione italiana per la Direzione del personale: «La metà dei dipendenti sta tra 23 e 31mila euro di stipendio lordo, neanche il 7 per cento supera 40mila euro. Eppure le aziende, strette tra concorrenza e produttività bassa, non riescono ad alzare gli stipendi per il costo del lavoro troppo elevato: siamo tra l'incudine e il martello». Tornando al report e guardando ai risultati nei singoli settori, chi lavora nelle assicurazioni sappia che fatto 100 uno stipendio medio, sale a 114 in Sara e scende a 86,7 in Poste Vita. Nei motori, la galassia Fca sta in fondo alla graduatoria. Tra le banche, i vigilanti (Bankitalia) guardano tutti dall'alto con un Csi di 115 punti, Intesa è sulla media battuta di poco da Unicredit (100,6). Nel tessile e moda Giorgio Armani ha un occhio di riguardo per i suoi, garantendo il 12 per cento di stipendio più della media, mentre H&M si ferma a 83 punti su cento. Tra le pieghe dell'indagine emergono le fotografie di casi aziendali al centro delle cronache di questi tempi. In Alitalia, dove la difficile vertenza ha sul tavolo il costo del lavoro, gli stipendi sono poco sotto la media delle grandi imprese censite, con un indice a quota 99. Quelli dell'Enav, coi quali lavorano a stretto contatto, si issano in cima all'industry dei trasporti a 126,5. Ma all'interno dell'aviolinea ci sono grandi differenze. Per i direttori (che in media pesano 131mila euro) l'ex compagnia di bandiera è al primo posto assoluto; scivola invece nelle retrovie quando si tratta di quadri e impiegati. I tagli al top dell'Alitalia non saranno facili: i sindacati hanno già fatto presente che piloti e comandanti guadagnano meno dei colleghi in compagnie "low-cost" come EasyJet o Air Berlin. E che dire della Consip al centro del caso-corruzione che sta minando le certezze sulla Centrale unica degli acquisti pubblici? A livello complessivo i suoi dipendenti sono perfettamente in media (100,3 punti), ma la società del Tesoro rientra nel lotto delle dieci che hanno perso più terreno nel raffronto con il 2016. Una classifica al contrario, quella delle buste paga in alleggerimento, che vede al primo posto la Tenaris Dalmine, aggredita dalla violenta crisi dei processi di estrazione degli ultimi anni. Chi invece può sfregarsi con soddisfazione le mani ha domicilio lavorativo in Lamborghini, Finmeccanica o Bnp Paribas. Sono queste tre infatti le regine dei balzi in avanti delle retribuzioni.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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