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  :: Rassegna stampa - Documento

Risk management, le aziende si attrezzano
di Luigi dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 19 dicembre 2016

La prima sfida riguarda la misurazione, perché il rischio è una grandezza immateriale, non percepibile al tatto. La seconda è imparare a governarlo, in modo da evitare che il panico prenda il sopravvento, con la conseguenza di tarpare le ali all'innovazione, ma anche per schivare il rischio di sottovalutazione. Bastano queste grandezze in gioco per spiegare l'importanza crescente assunta in azienda delle strategie di risk management, che appunto hanno il compito di individuare il perimetro di rischi per il business, minimizzare l'eventualità che si verifichino situazioni negative ed essere pronti a intervenire in caso di necessità. Secondo l'ultima rilevazione di LabErmSda Bocconi e Kpmg, il 73% delle società quotate a Piazza Affari ha istituito una funzione di questo genere, con un balzo in avanti del 26% rispetto ai risultati di un'analoga ricerca condotta nel 2012. Un risultato che proietta l'Italia al di sopra della media europea ed è dovuto non solo alla crescente consapevolezza dei rischi in gioco, ma anche alle regolamentazioni più stringenti sui sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi. Dal punto di vista organizzativo le soluzioni adottate non sono ancora ottimali: solo in un quinto dei casi il mandato di enterprise risk management è attribuito a una specifica funzione, alla quale è riconosciuto il titolo di chief risk officer, nelle altre situazioni si attribuisce il mandato all'internal audit o al settore finance.
Per altro, nel 40% dei casi l'istituzione di una funzione di Erm è avvenuta nell'ultimo triennio, per cui potrebbe essere necessario ancora del tempo per affinare i meccanismi di funzionamento. Ma di positivo c'è che la situazione è in positiva evoluzione. Con la decisione di istituire la funzione responsabile di Erm, le aziende si attendono vantaggi concreti che vanno oltre il semplice perseguimento di obiettivi di conformità regolamentare. Il 78% delle aziende vede in prospettiva una migliore comprensione e gestione dei rischi, il 53% lo sviluppo di una cultura consapevole del rischio e il 42% un miglioramento nella corporate governance. La funzione di Erm è ancora però di dimensioni non significative, con risorse dedicate che solo nel 25% dei casi superano le cinque unità. Fra i compiti attribuiti ai referenti di questa funzione, il maggior carico di attività è riconducibile alla predisposizione di reporting periodici sui principali rischi (86%), alla gestione del processo di risk assessment (83%) e al monitoraggio delle azioni di trattamento per i rischi (81%). Detto della crescente consapevolezza verso il tema, può essere utile capire come queste soluzioni impattano sul business. A questo proposito arriva in supporto uno studio condotto da Cineas-Consorzio Universitario fondato dal Politecnico di Milano, sulla percezione e gestione dei rischi da parte delle medie imprese, in collaborazione con Mediobanca. Le aziende manifatturiere italiane che adottano un metodo di gestione integrato e trasversale dei rischi presentano una redditività maggiore del 38% rispetto a quelle che non dispongono di un sistema di risk management. I rischi maggiormente percepiti dagli imprenditori italiani sono quelli provenienti dal mancato rispetto di obblighi normativi, come la sicurezza sul lavoro, la responsabilità civile per difettosità del prodotto e il rispetto della normativa fiscale. Al terzo posto si trova l'area del cyber risk. I risultati che emergono dai due studi sono inequivocabili, ma il passaggio dai desiderati ai piani concreti non è sempre facile. Tra le aziende che hanno iniziato ad attuare piani di gestione dei rischi, sono tante quelle che procedono a rilento o hanno addirittura stoppato lo sviluppo dell'iniziativa di fronte alle difficoltà di integrare vecchi e nuovi sistemi. Una situazione che pone l'accento sull'importanza di rivedere a fondo l'organizzazione aziendale per evitare che gli sforzi compiuti da una parte per minimizzare i rischi vengano annacquati da altri fronti lasciati scoperti.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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