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  :: Rassegna stampa - Documento

Revisioni contabili, battaglia campale per le Big Four della consulenza
di Harriet Agnew
Il Sole 24 Ore
Lunedì 23 maggio 2016

Nel 1896 debuttava a Torino la Bohème di Puccini, la Regina Vittoria superava il nonno re Giorgio III diventando il monarca del Regno Unito per più tempo sul trono, e la società di servizi professionali PwC – allora denominata Cooper Brothers – iniziava a certificare i conti di Barclays. Nel 2014 PwC era ancora la società di revisione contabile di Barclays, quando la banca del Regno Unito ha annunciato di voler indire per la prima volta in quasi 120 anni una gara per appaltare i nuovi contratti di revisione contabile.
La decisione è stata presa in seguito alle nuove regolamentazioni europee studiate per dare una bella scrollata al mercato delle revisioni contabili nella scia della crisi finanziaria. Il rapporto di PwC con Barclays è uno degli esempi più eclatanti della tendenza delle grandi imprese a restare legate per decenni alle loro società di revisione. Le cose, però, stanno per cambiare. In base alle nuove disposizioni dell'Ue che entreranno in vigore a giugno – formulate nel tentativo di migliorare la concorrenza e le opportunità di scelta nel mercato della revisione dei conti – ogni dieci anni le aziende dovranno indire gare di appalto per assegnare la loro revisione contabile a una società e dovranno cambiarla ogni 20 anni almeno.
Il Regno Unito sta facendo da apripista: negli ultimi anni le anticipazioni riguardanti l'entrata in vigore del nuovo regime hanno già messo in moto una frenetica serie di gare d'appalto indette da oltre la metà delle imprese facenti parte dell'indice FTSE 100 per assegnare le revisioni contabili. Secondo un rapporto redatto il mese scorso da EY, più di una impresa su cinque pensa che le spese di transizione per cambiare società di revisione contabile potranno arrivare al 20-50 per cento della loro spesa annua odierna in certificazioni. Sono al momento in fase di controllo i mandati di revisione delle aziende del FTSE 100, tra le quali Reckitt Benckiser, Centrica e RollsRoyce.
È dunque in subbuglio un «impavido nuovo mondo» fatto di proposte concorrenziali e per le quali le società di servizi professionali investono denaro a fiotti in tecnologia nel momento stesso in cui cercano di strappare alla concorrenza qualche azienda da certificare. Finora si è assistito a una vera e propria girandola di scambi di contratti di revisione contabile tra le Big Four – PwC, Deloitte, EY e KPMG – che complessivamente si occupano del 98 per cento delle revisioni contabili del FTSE 350 e del 95 per cento delle 500 maggiori imprese societarie presenti nella classifica di Fortune.
Adrian Stone, massimo responsabile delle revisioni contabili per il Regno Unito di KPMG, dice: «Il fermento creato dalle gare d'appalto ha fatto sì che la gente premesse l'acceleratore sull'innovazione». KPMG, per esempio, è nel bel mezzo di un programma di investimento da un miliardo di dollari in analisi dei dati e nuove tecnologie. Le normative sono introdotte proprio mentre, su un piano distinto, l'ente di regolamentazione contabile del Regno Unito, il Financial Reporting Council – incaricato di migliorare la qualità delle certificazioni e l'innovazione in un ambito professionale nel quale alcuni aspetti del lavoro sono soggetti a essere soppiantati dall'automazione – si sta adoperando per esercitare pressioni in tal senso.
Le aziende stanno anche cercando di rispondere ai reclami secondo i quali gli standard delle certificazioni sarebbero globalmente a rischio a causa dell'importanza dei loro bracci consultivi, di norma a più rapida crescita e molto più proficui. I critici affermano che la qualità e l'indipendenza delle revisioni contabili potrebbero essere messe a repentaglio dallo squilibrio che si viene a creare tra le varie attività.
«Come professione la revisione è arrivata al punto di svolta - dice Hywel Ball, capo delle revisioni nel Regno Unito di EY -. Dobbiamo innovare e continuare ad avere peso nel XXI secolo». Per far fronte a queste sfide, le società di servizi professionali si stanno rivolgendo sempre più ai progressi tecnologici.
«L'automazione del flusso di lavoro, l'analisi dei dati e l'intelligenza artificiale stanno modificando in maniera determinante le modalità con le quali è effettuata la revisione contabile» dice Jon Raphael, responsabile per l'innovazione da Deloitte a New York. Queste trasformazioni rendono obsolete molte tecniche, quali i campionamenti sui quali per decenni hanno fatto affidamento i revisori contabili; minacciano il modello occupazionale del settore, che ha fatto affidamento sull'assunzione di moltitudini di laureati per portare a compimento banale lavoro amministrativo; e presentano una sfida crescente per gli enti di regolamentazione che vigilano sulla professione.
La riforma del processo di revisione contabile è in corso mentre le Big Four stanno ancora cercando di scrollarsi di dosso le critiche per aver omesso di dare un allarme tempestivo nel periodo antecedente la crisi finanziaria per i modelli imprenditoriali di istituzioni finanziarie sottoposte a sforzi eccessivi. Banche come Bear Stearns, Lehman Brothers e HBOS sono precipitate o sono state salvate in extremis con i soldi dei contribuenti pochi mesi dopo aver ricevuto una certificazione positiva dalle rispettive società di revisione contabile. Dalla crisi a oggi una sfilza ininterrotta di scandali ha coinvolto e investito varie società, tra le quali Tesco, Quindell e Fifa, intensificando le pressioni sulle società di revisione contabile affinché migliorino il loro servizio.
La globalizzazione delle aziende, abbinata ai progressi in campo tecnologico, ha portato a una vera e propria esplosione di dati. I revisori adesso cercano di fare la loro parte e tradurre quelle informazioni in notizie significativamente importanti per gli affari dei loro clienti. «Le potenzialità sono enormi - dice James Chalmers, capo del settore assicurativo di PwC -. Oggi i costi sono alquanto alti, ma domani non lo saranno più». Al cuore dei progressi nell'estrazione di dati c'è la capacità dei revisori contabili di raccogliere, analizzare e controllare interi set di dati. In passato si faceva affidamento su un campionamento limitato. Oggi, per esempio, le società di revisione contabile possono analizzare un intero set di scritture contabili – usate da alcune società per le registrazioni rettificate e le transazioni finanziarie uniche – invece di utilizzare soltanto un campionamento di scritture che ne fornisce soltanto un'idea. Questa osservazione più ampia riesce a mettere in luce anomalie particolari come registrazioni inserite da persone inverosimili o in momenti assai particolari, per esempio nei fine-settimana. Oltre a ciò, si possono analizzare interi insiemi di spese e teoricamente presentare reclami per i viaggi del personale dipendente, per esempio.
La possibilità di usare ovunque la posta elettronica e i social network ha determinato il proliferare dei cosiddetti dati «non strutturati», sotto forma di email, post su Facebook o LinkedIn, o tweet. Le società di revisione contabile passano metodicamente e sempre più al setaccio questi dati per vagliare gli stati d'animo e scoprire comportamenti potenzialmente scorretti. I commenti negativi o le lamentele scritte sui social media possono costituire una sorta di preallarme di possibili problemi contingenti, quali un danno per il brand, questioni ambientali e controversie future.
Un elemento della ricerca analitica prevede il ricorso a tecnologie predittive basate sui dati del passato per elaborare scenari futuri vincolati a determinate ipotesi. Nel 2014 KPMG firmò un accordo con il Gruppo McLaren Group per applicare le stesse analisi e tecnologie predittive utilizzate per la revisione del suo team di Formula Uno alla revisione di KPMG. La tecnologia è in grado oggi di mostrarci in diretta scenari ipotetici su come determinati cambiamenti nel flusso di cassa, dei tassi di interesse o delle spese di marketing di una società avranno ripercussioni sulle sue entrate. Tra gli scenari specifici potrebbero esserci in che modo le vendite dei prodotti di lusso in Cina quasi certamente risentiranno di un contraccolpo dovuto al giro di vite sulla corruzione, o in che modo il bel tempo potrebbe avere un'influenza su un produttore di birra.
È assai probabile che i cambiamenti saranno maggiormente avvertiti nelle aree nelle quali i revisori contabili utilizzano la tecnologia in sostituzione dei processi di controllo effettuati in precedenza a mano. EY, che nel 2015 ha assunto nel Regno Unito e in Irlanda 1200 laureati, stima che entro la metà del 2020 il loro numero potrà essere dimezzato. Tra i progressi tecnologici vi sono l'uso di applicazioni che consentono ai dispositivi mobili di effettuare un inventario fisico e trasmetterne i risultati direttamente in loco. EY e PwC stanno invece svolgendo ricerche sulla possibilità di usare droni per i controlli di magazzino di beni capitali quali i macchinari. Gli strumenti dell'intelligenza artificiale sono ancora nelle loro prime fasi di sviluppo, e tuttavia le società che forniscono servizi professionali stanno creando modelli in grado di "interpretare" migliaia di documenti complessi, dando la caccia a parole chiave e a schemi particolari.
Deloitte ha messo a punto uno strumento denominato Argus che usa la tecnologia di apprendimento delle macchine per scansionare documenti elettronici e identificare ed estrapolare automaticamente informazioni contabili rilevanti da un'ampia tipologia di documenti diversi, da quelli riguardanti le vendite ai contratti di leasing e di lavoro alle fatture. Questi strumenti artificiali quindi "apprendono" da ogni interazione umana, e col passare del tempo ciò aumenterà le loro possibilità di raccogliere sempre più informazioni.
«Quando inizi ad applicare l'intelligenza artificiale e le modalità di apprendimento delle macchine, hai a disposizione un moltiplicatore fantastico di informazioni - dice Richard Sexton, vicepresidente di global assurance per PwC -. La macchina inizia ad apprendere qualcosa da sola e l'uomo interviene per aiutarla ad apprendere. E questi non sono che i primi passi!». A mano a mano che la tecnologia sostituisce buona parte del lavoro di routine delle società di revisione contabile, si creano maggiori opportunità di tempo da impiegare in aree più importanti. In teoria, ciò espande anche il raggio d'azione di una revisione contabile perché modificando la natura del rapporto tra una società e il suo revisore contabile la si espande ad aree quali i rischi finanziari, i rischi per i controlli interni e le sfide strategiche.
«Non penso che l'intelligenza artificiale sostituirà questa professione, ma di sicuro modificherà quello che facciamo - dice Chalmers di PwC -. Le conoscenze tecniche stanno diventando sempre più beni economici veri e propri e per continuare a contare come prima i professionisti dovranno fornire opinioni. Ciò imporrà loro di continuare a comprendere l'attività, il lavoro, i problemi e i rischi del cliente unitamente alla capacità di lavorare con le nuove tecnologie e di indagare un'enorme mole di dati per arrivare a conclusioni sensate. «Ci occuperemo di molti più ambiti e risolveremo nuovi problemi», prevede Chalmers.
Raphael di Deloitte concorda con lui: «In fondo, si tratta di risparmiare tempo dedicato a operazioni di scarso rilievo così da poter passare prima possibile alla parte della revisione che richiede di formulare giudizi». Gli scettici mettono in guardia dicendo che malgrado tutto questo entusiasmo per il progresso tecnologico, esso è ancora in fase iniziale e i cosiddetti miglioramenti nel processo di revisione contabile comporteranno a loro volta dei rischi. Analizzare interi set di dati presenta inoltre problemi di natura logistica: con il vecchio sistema del campionamento dei dati, potevano esserci soltanto poche eccezioni, mentre adesso le eccezioni potrebbero arrivare addirittura all'ordine delle migliaia.
«La vera sfida consiste nel capire che cosa farne delle eccezioni - dice Stone di KPMG -. In passato, su 40 transazioni del campione potevi imbatterti in due o tre eccezioni. Adesso ti ritrovi quattro milioni di transazioni e diecimila eccezioni e devi quindi darti da fare per comprendere se sono sistemiche o isolate. Potrebbe darsi benissimo, infatti, che 9900 di esse non influiscano sui conti».
Anche la rapidità dell'innovazione è una sfida per chi deve tenere sotto controllo questo settore. «Gli enti di regolamentazione dovranno mettere a punto capacità atte a garantire che quando i revisori contabili estrapolano i dati lo facciano in maniera adeguata», dice Brian Hunt, vice-presidente dell'International Forum of Independent Audit Regulators. «Se questo non è il caso, il giudizio finale può finire anche fuori dalla finestra, perché il set di dati è sbagliato». Un addetto ai lavori aggiunge: «Un grosso problema è che le grandi aziende si stanno indirizzando rapidamente verso le revisioni contabili effettuate con metodi tecnologici, mentre gli enti di regolamentazione non hanno né le risorse né gli specialisti per restare al passo con quello che loro stanno facendo».
Gli enti globali di regolamentazione delle revisioni contabili stanno già ora facendo fatica a cercare di migliorare le opportunità di scelta in un mercato dominato dalle Big Four. Si teme infatti che, dato che queste società stanno continuando a investire in tecnologia, potrebbero addirittura aumentare considerevolmente la loro quota di mercato.
«Le Big Four hanno sviluppato le tecnologie necessarie con una spesa considerevole - dice Micheal Izza, amministratore delegato dell'Institute of Chartered Accountants - England and Wales -. E ciò costituisce una barriera per entrare a far parte del novero delle prossime società di revisione contabile. Ci si potrebbe trovare con una concentrazione ancora maggiore se le Big Four otterranno economie di scala». Per gli stessi revisori è opportuno ripensare da capo alle loro strategie di assunzione, ora che si sono automatizzate vaste porzioni del lavoro manuale che da tradizione erano storicamente affidate a moltitudini di laureati. È anche necessario che esse riprendano in considerazione il profilo delle persone che intendono assumere. Mentre il personale necessita ancora di abilità di calcolo e di revisione contabile, nonché di esperienza critica, gli specialisti in tecnologia, analisi e dati sono sempre più richiesti. Alcune persone credono che buona parte dei loro dipendenti potrebbero pertanto diventare presto esuberi.
«Le società non avranno più bisogno di eserciti di dipendenti junior, bensì di esperti nel design dei migliori algoritmi al mondo - dice Jim Peterson, specialista contabile e autore del libro "Count Down: The Past, Present and Uncertain Future of the Big Four Accounting Firms" -. «Ben presto potrebbe diventare possibile effettuare le revisioni contabili di grandi società con un gruppo di dipendenti tale da entrare in una normale sala conferenze, e non occupare più interi grattacieli».

Copyright The Financial Times Limited 2016.
Traduzione di Anna Bissanti.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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