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  :: Rassegna stampa - Documento

Revisione legale, la chance del controllo di qualità
di Valeria Fazi
Il Sole 24 Ore
Lunedì 6 giugno 2016

La disciplina della revisione legale dei conti negli ultimi anni è stata oggetto di importanti modifiche. Soprattutto, l'introduzione del controllo di qualità obbligatorio rappresenta un'opportunità, prevista con l'obiettivo di infondere fiducia in chi utilizza i bilanci revisionati. Ma andiamo con ordine.
Il decreto legislativo 39/2010 (che ha recepito nel nostro ordinamento la direttiva 2006/43/Ce) ha segnato il primo passo di un percorso di regolamentazione che, pur non essendo ancora giunto a termine, ha già toccato alcune importanti tappe. In particolare, il debutto dei principi di revisione Isa Italia da parte del ministero dell'Economia (con determina del 23 dicembre 2014 del Ragioniere generale dello Stato, adottata in base agli articoli 11 e 12 dello stesso Dlgs 39), ha dato a chi svolge il lavoro di revisione riferimenti operativi che discendono direttamente dalla legge. E questo a partire dalle revisioni dei bilanci 2015: i principi Isa Italia sono entrati in vigore per le revisioni dei bilanci relativi ai periodi amministrativi iniziati dal 1° gennaio 2015, mentre solo i principi Sa Italia 250 B e Isqc Italia 1 sono in vigore dal 1° gennaio 2015.
Sul controllo di qualità, le disposizioni di riferimento sono oggi gli articoli 20, 21 e 22 del Dlgs 39/2010, il principio Isqc Italia 1 e il principio di revisione Isa Italia 220.
Le norme stabiliscono due piani di controllo e di implementazione di un sistema di qualità per la revisione legale, indipendentemente dalla grandezza o dall'importanza sul mercato dell'impresa revisionata. Su un piano, c'è il controllo esterno, previsto dall'articolo 20 del Dlgs 39/2010 e operato per gli enti non di interesse pubblico dal ministero dell'Economia e per gli enti di interesse pubblico dalla Consob. Sull'altro piano, c'è il controllo interno alla stessa struttura del revisore legale, che segue i principi Isqc Italia 1 e Isa Italia 220.
Il controllo interno, che deve essere affidato ai soggetti abilitati, riguarda sia la verifica del sistema di controllo della qualità messo a punto nelle società di revisione o negli studi professionali (secondo quanto previsto dal principio Isqqc 1 Italia), sia il controllo della qualità fatto dal professionista nell'ambito dell'incarico di revisione legale (secondo quanto previsto dal principio di revisione Isa Italia 220).
Secondo il principio Isqc Italia 1, il soggetto abilitato alla revisione deve istituire e mantenere un sistema di controllo interno della qualità che permetta di conseguire una ragionevole sicurezza che, da un lato, il soggetto abilitato alla revisione e il suo personale rispettino i principi professionali e le disposizioni di legge e regolamentari applicabili, e, dall'altro, che le relazioni emesse dal soggetto abilitato siano appropriate alle circostanze. Inoltre, l'istituzione e il mantenimento di procedure di controllo della qualità a livello di singolo incarico, secondo il principio Isa Italia 220, deve permettere al revisore di acquisire una ragionevole sicurezza che la revisione contabile sia svolta conformemente ai principi professionali e alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili, nonché che la relazione di revisione emessa sia appropriata alle circostanze.
L'introduzione del sistema di controllo della qualità obbligatorio rappresenta un importante cambiamento a cui sono stati chiamati tutti i soggetti abilitati. Si tratta di una novità significativa, finalizzata a diffondere la cultura della qualità, per aumentare l'efficienza della revisione contabile e la fiducia degli utilizzatori dei bilanci revisionati.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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