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  :: Rassegna stampa - Documento

Quando, e perché, gli esseri umani iniziarono a usare il denaro?
di Chapurukha Kusimba (Professore di Antropologia, American University)
Pagine web businessinsider.com
Sabato 5 agosto 2017

A volte ti passa per le mani una banconota sudicia e mezza rotta che ha l'aria di essere in circolazione dalla notte dei tempi. Non è sicuramente vero, ma la storia dell'impiego del denaro come valuta da parte degli esseri umani risale effettivamente molto lontano: 40.000 anni fa.
Alcuni scienziati sono risaliti all'indietro nel tempo seguendo le tracce degli scambi e del commercio attraverso i materiali archeologici, a partire dal Paleolitico superiore, in cui gruppi di cacciatori commerciavano per procurarsi le migliori armi in selce e altri strumenti. Inizialmente le persone effettuavano baratti, con uno scambio diretto fra due parti di oggetti desiderabili.
La valuta entrò in scena qualche tempo dopo. La sua forma è evoluta nel corso dei millenni, da oggetti naturali a monete, a banconote e infine alle sue versioni digitali. Ma a prescindere dal formato, è da molto tempo che gli esseri umani usano valute di vario tipo come mezzo di scambio, metodo di pagamento, unità di misura del valore, deposito di ricchezza e unità di calcolo.
Poiché nel mio lavoro come antropologo ho realizzato scoperte sul campo relative a monete antiche, sono interessato al modo in cui il denaro è evoluto nella civiltà umana e a quello che tali scoperte possono dirci sul commercio e sull'interazione tra gruppi che vivevano a grande distanza tra loro.
Perché le persone hanno bisogno di una valuta?
Esistono molte teorie sull'origine del denaro, in parte perché esso svolge molte funzioni: facilita lo scambio, essendo un'unità di misura del valore; fa avvicinare società diverse permettendo lo scambio di doni e la reciprocità; perpetua le gerarchie sociali; infine, è un mezzo tramite cui lo Stato esercita il proprio potere. È difficile stabilire con esattezza a quando risalgono le prime interazioni caratterizzate dalla presenza di valute di vario tipo, ma le evidenze suggeriscono che si siano diffuse a partire dallo scambio di doni e dal rimborso dei debiti.
Ad affermarsi come unità di misura del valore per le interazioni e gli scambi furono oggetti di cui esistevano pochi esemplari in natura, e la cui circolazione poteva essere controllata in modo efficiente. Tali oggetti comprendevano gusci di conchiglia come quelli di madreperla, ampiamente diffusi nelle Americhe, e di ciprea, usati in Africa, Europa, Asia e Australia. Rame, ferro meteoritico o nativo, ossidiana, ambra, perline di vario tipo, lingotti di rame, oro, argento e piombo sono stati impiegati in diversi contesti come valuta. Fino a tempi relativamente recenti sono stati usati come forma di valuta persino animali vivi, per esempio vacche.
Lo shekel mesopotamico, la prima forma di valuta a noi nota, comparve quasi 5.000 anni fa. Le prime strutture a noi note per coniare monete risalgono al 650-650 a.C. in Asia Minore, dove le élite della Lidia e della Ionia usavano monete d'argento e d'oro coniate per pagare i membri dell'esercito.
La scoperta di grandi quantità di monete di piombo, rame, argento e oro in tutto il pianeta suggerisce che questi oggetti fossero riconosciuti – specialmente in Europa, Asia e Africa Settentrionale – come forma di denaro di uso comune all'inizio del primo millennio. L'ampia circolazione di monete romane, islamiche, indiani e cinesi conferma l'esistenza del commercio premoderno (1250 a.C. – 1450 d.C.).
La popolarità delle monete come valuta di uso comune fu dovuta soprattutto alla loro trasferibilità, durevolezza, facilità di trasporto e al loro valore intrinseco. Inoltre, i leader politici potevano esercitare il controllo sulla produzione di monete (attraverso l'estrazione mineraria, la fusione e la coniazione), nonché sulla loro circolazione e sul loro impiego.
Altre forme di ricchezza e di valuta, come le vacche, svolgevano un'utile funzione per le società dedite alla pastorizia, ma non erano facili da trasportare e naturalmente potevano essere danneggiate da eventuali catastrofi ambientali.
Il denaro divenne presto uno strumento di controllo politico. Permetteva di riscuotere tasse per supportare l'élite e di formare eserciti. Tuttavia, poteva anche fungere da fattore di stabilizzazione che promuoveva lo scambio non violento di beni, informazioni e servizi all'interno di un gruppo e tra gruppi diversi.
In tutto il corso della Storia il denaro è stato usato come segno materiale per testimoniare l'esistenza di transazioni e interazioni. Per esempio, nell'Europa medievale si ricorreva ampiamente ad assicelle graduate come prove dell'esistenza di un debito da ripagare.
Seguire i flussi di denaro per individuare le rotte commerciali
In passato, come avviene anche oggi, nessuna società era completamente autosufficiente, e il denaro permetteva alle persone di interagire con gruppi esterni. Si ricorreva a diverse forme di valuta per mobilitare risorse, attenuare i rischi e forgiare alleanze e amicizie in risposta a determinate circostanze sociali e politiche. L'abbondanza (confermata da evidenze quasi universali) dei movimenti di beni esotici in regioni diverse abitate da gruppi indipendenti gli unì dagli altri – dai cacciatori-raccoglitori ai pastori, agli agricoltori e agli abitanti delle città – conferma l'importanza della valuta come principio di unificazione. Era come una lingua comune che tutti erano in grado di parlare.
Per esempio, gli americani vissuti nel Primo periodo formativo, dal 1450 al 500 a.C., usavano l'ossidiana, i gusci di madreperla, i minerali ferrosi e due tipi di terracotta come valuta per effettuare scambi in ogni parte delle Americhe in uno dei primi esempi di commercio globale di successo.
Il commercio lungo la Via marittima della seta, che ebbe luogo tra il 700 e il 1450 d.C., mise a contatto europei, asiatici e africani nell'ambito di un'attività di scambio globale che causò profonde trasformazioni e diede il via a una nuova era.
Nelle opere di scavo che realizzai nel 2012 scoprii una moneta cinese di 600 anni fa, denominata Yongle Tongbao, presso l'antico porto commerciale keniota di Manda, sull'Oceano Indiano. Le monete cinesi erano dischetti di rame e di argento con un foro al centro, in modo da portarle sulla cintura. Questa moneta specifica fu coniata dall'imperatore Yongle della dinastia Ming. Yongle era interessato a compiere missioni politiche e commerciali nelle terre al di là del Mar Cinese Meridionale, e inviò l'ammiraglio Zengh He a esplorare quelle coste, quasi ottant'anni prima che Vasco de Gama raggiungesse l'India dal Portogallo.
Scoperte archeologiche come questa illustrano l'integrazione dell'Africa nelle interazioni commerciali attraverso l'Oceano Indiano. Confermano anche che in quel periodo si stavano sviluppando economie di mercato basate sul denaro contante. Lungo la costa dell'Africa Orientale, c'erano mercanti locali e re delle tribù Swahili locali che praticavano l'Islam e coltivavano tali contatti esterni con altri commercianti attivi sull'Oceano Indiano. Volevano facilitare i rapporti commerciali, mentre i mercanti del Vicino Oriente e dell'Asia Meridionale avevano vere e proprie rubriche di contatti d'affari. Le monete non erano solo una risorsa locale, ma anche un modo per lasciare un biglietto da visita, una firma e un pegno simbolico dei rapporti esistenti.
Come ha mostrato la Storia del denaro, la valuta ebbe un impatto contrastante: rese possibile il movimento di beni e servizi, la migrazione e l'insediamento in terre straniere. Portò ad alcuni la ricchezza, ma al tempo stesso accelerò lo sviluppo delle ineguaglianze socioeconomiche e di altro tipo. Le stesse dinamiche si ripetono nel rapporto attuale tra la Cina e l'Africa, oggi ancora più intrecciate e disuguali di quando l'ammiraglio Zheng He portò per la prima volta in Africa monete dalla Cina per compiere un gesto diplomatico, come estensione simbolica dell'amicizia attraverso la distanza che separava l'una dall'altra.
Nell'epoca in cui viviamo il possesso di denaro contante differenzia i ricchi dai poveri, i Paesi sviluppati da quelli in via di sviluppo, il Nord del pianeta dal Sud emergente. Il denaro ha un carattere sia personale che impersonale, e la disuguaglianza esistente oggi nel mondo è legata alla formalizzazione del denaro come unità di misura del benessere sociale e della sostenibilità. Anche se la valuta continua ad evolvere nella nostra era digitale, gli utilizzi che ne facciamo oggi sarebbero familiari anche ai nostri antenati.

Questo articolo è tradotto da The Conversation.

* * *

Esempi di alcune monete del passato
1) Monete cinesi fatte di gusci di conchiglia, risalenti a 3000 anni fa.
2) Nell'Inghilterra medievale le transazioni e debiti monetari venivano documentate mediante assicelle graduate.
3) Moneta cinese dell'inizio del XV secolo, trovata in Kenya dall'autore di questo articolo.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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