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Prendi l'arte e mettila negli uffici così aumenta la produttività
di Irene Scalise
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 3 ottobre 2016

L'opera che non ti aspetti in sala riunioni. Il dipinto dietro la scrivania del capo. La mostra organizzata tra i faldoni della biblioteca. Sono sempre di più le aziende, le banche e gli uffici legali che decidono di fare “Art Works”. E cioè investire nell'arte ma, soprattutto, condividere il patrimonio artistico con i propri dipendenti. Una mappatura di 160 Corporate Collection italiane è stata realizzata dall'Università Cattolica in collaborazione con Axa Art e Intesa Sanpaolo ed è stata presentata a Milano martedì 27 presso l'Aula Magna dell'Università Cattolica. Le collezioni però, spiegano in Cattolica, non è sufficiente averle ma bisogna viverle tutti assieme. Solo in questo caso ci si trova di fronte alla vera Art Works. Insomma, l'arte fa bene alle aziende, e viceversa, solo se non resta chiusa nel caveau. «C'è un mondo privato che riesce a vivere le collezioni in modo virtuoso – spiega Chiara Paolino, docente dell'Università Cattolica, che ha seguito la ricerca – circa il 30% delle realtà intervistate ci ha raccontato di fare un uso vivace del proprio patrimonio artistico, creando un felice connubio tra arte, management e valorizzazione del territorio. Sono convinti che avere dell'arte in ufficio può rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti ». Di più. «Ci sono realtà che scelgono l'uso dell'arte per corsi di formazione mettendo nella stessa stanza artisti, curatori e dipendenti e ottenendo grandi vantaggi sulla creatività e sul prodotto». Vediamo dunque chi colleziona in Italia. Più della metà sono realtà piccole, con meno di 50 dipendenti, mentre il 23% sono grandi strutture. Il valore medio per collezione è di 5 milioni di euro e il 53% ha scelto di avere opere di arte contemporanea. Nel 43% dei casi provengono sia da artisti italiani che internazionali. I più accaniti sono le fondazioni e gli studi professionali, seguiti a ruota da banche, aziende di costruzioni e pubbliche amministrazioni. Tutti convinti che l'arte possa contribuire alla creatività. Tra gli esempi di Art Works c'è l'azienda Elica che ha scelto di esporre la propria collezione (Fondazione Ermanno Casoli) presso la sede di Fabriano. L'obiettivo? Migliorare il clima aziendale e abituare la comunità delle persone a convivere con il contemporaneo. Anche la Collezione Corporate di Deutsche Bank risponde ai principi di Art Works. La banca tedesca ha più di 60 mila opere dislocate in circa 900 sedi nel mondo per favorire l'interazione con i dipendenti e stimolare il pensiero. In Italia è stata inaugurata una prima sezione nel 2007, presso la direzione generale della Duetsche di Milano. E' amplissima la collezione dell'Eni: 373 dipinti, 213 litografie, 30 sculture e 50 tra mobili, tappeti e oggetti d'arte. Alcune delle opere vennero destinate, fin dai tempi di Enrico Mattei, a locali, uffici e sale di rappresentanza. Negli ultimi anni il progetto “Arte a palazzo” ha avuto l'obiettivo di far conoscere a tutti autori come Casorati, Tamburi, Sironi e De Pisis. E i dipendenti, attraverso un QR code, possono leggere dal loro telefonino o tablet, tutte le informazioni sulle opere. Anche gli studi legali hanno spesso delle collezioni di pregio. Da quella dello studio inglese Simmons & Simmons, dove negli anni ottanta il partner dello studio Stuart Evans propose ai colleghi di differenziarsi dagli altri competitor attraverso l'arte contemporanea. Partendo da un budget modesto, Evans acquistò i lavori di artisti come Damien Hirst e Tracey Emin allora emergenti. Sono appassionati d'arte anche nello studio legale Nctm. Racconta l'avvocato Lorenzo Attolico: «Oltre ad avere una collezione di opere puntiamo ad aiutare i giovani con delle borse di studio per giovani artisti. Il nostro è soprattutto un lavoro di ricerca eseguito da una curatrice interna. A Milano abbiamo finanziato la ricostruzione nel Parco Sempione del Teatro Continuo di Alberto Burri che per anni era stato abbandonato ». E il vantaggio c'è anche per l'arte. Spiega Domenico Bodega, preside della facoltà di Economia della Cattolica: «Questa ricerca evidenzia che avere soluzioni adeguate e strutture specifiche per la gestione delle collezioni, dove mutuare le buone pratiche tipiche manageriali, crea un valore per la vitalità artistica della collezione stessa e per il modo di vivere l'organizzazione».

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