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  :: Rassegna stampa - Documento

Money transfer, banche e giganti web a caccia di un business da 400 miliardi
di Christian Benna
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 24 luglio 2017

Aiutiamoli a casa nostra: a suon di App, bitcoin, carte prepagate e Atm automatici. Quando si parla la lingua del business delle rimesse dei migranti, le polemiche sull'accoglienza si sciolgono come neve al sole. Anzi, le sirene del ricco mercato dei "poveri" richiamano l'interesse degli operatori più disparati: dai tradizionali protagonisti della filiera dei pagamenti (banche, ricevitorie e supermercati) fino ai big del digitale come Facebook, Paypal, Alibaba e startup specializzate nello sviluppo di criptomonete. Si capisce: fanno gola a tanti quei 400 miliardi di dollari che ogni anno vengono generati dai risparmi di 244 milioni immigrati (+41% rispetto al 2001) e spediti alle famiglie di origine. E non solo perché la redditività promessa è molto allettante: stiamo parlando di un costo medio di commissione intorno al 7,6% sul totale del trasferimento di denaro, come stimato dalla Banca Mondiale. Ma soprattutto perché nel secolo delle migrazioni di massa, le grandi aziende hanno un occhio di riguardo per questi "nuovi cittadini consumatori" che oggi, pur faticando a sbarcare il lunario, riescono a mettere da parte un bel gruzzolo e spedirlo ai familiari nei paesi di origine, ma presto avranno bisogno di un conto corrente in banca, dovranno riempire il carrello della spesa di beni durevoli e magari compreranno anche una casa.
Rimesse a portata di click. Insomma, follow the money è il nuovo slogan per fidelizzare e conquistare consumatori. Fino a ieri il ricco business dei "poveri", era un affare esclusivo per le storiche società di money transfer: Western Union, MoneyGram e Ria-Euronet, tutte a capitale americano e una presenza capillare in più di 100 paesi al mondo. Oggi, stimano gli analisti di Infosys, solo il 46% delle rimesse passa attraverso il canale fisico. Tutto il resto è veicolato attraverso la rete che, grazie alla praticità e a costi più bassi (intorno al 5,5%) diventerà presto il nastro globale dei trasferimenti di denaro. E la partita delle rimesse 4.0 è appena cominciata. La rivoluzione digitale sta scompaginando le carte di tutto il mercato dei money transfer, mettendo sotto pressione gli operatori tradizionali. Per primi, ad aprire le danze del risiko del settore, sono stati i vertici di Paypal che nel 2015 hanno portato a termine l'acquisizione di Xoom, società di money transfer digitale che punta a diventare competitor di Western Union e MoneyGram. A ruota sono entrati in campo anche gli altri grandi operatori del digitale. Facebook ha stretto un accordo con la startup Transfer Wise per permettere ai propri utenti di scambiare denaro tra i propri contatti, per ora solo tra Nord America, Australia e Europa. E quindi il trasferimento di contanti tra Nord e Sud del mondo è rinviato in futuro. Perché non è affatto facile replicare le infrastrutture, soprattutto quelle legate alle normative e alla compliance, di cui dispongono giganti come MoneyGram e Western Union in più di 100 paesi del mondo. Tant'è che Ant Financial, società di pagamenti digitali controllata da Alibaba, ha deciso di prendere il "toro per le corna" e ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto per 1,5 miliardi di dollari su MoneyGram. La proposta, ha gettato nel panico il mercato degli incumbent e reso ancora più tese le relazioni sino-americane, perché da mesi si parlava di un'integrazione tra Ria-Euronet e MoneyGram. Adesso Ria, che aveva a sua volta avanzato un'offerta di un miliardo per MoneyGram, chiama in causa "rischi per la sicurezza nazionale" se Alibaba dovesse spuntarla, in quanto flussi di denaro globali finirebbero sotto scrutinio e regolamenti cinesi. Vista la delicatezza dell'argomento, le autorità Usa stanno prendendo tempo per valutare l'offerta. Intanto, tra levate di scudi e processi di integrazione, la corsa delle rimesse si riempie di nuovi protagonisti. In Gran Bretagna un imprenditore di origini somale, Ismahil Ahmed, è diventato la nuova stella del Fintech da quando la sua startup World Remit ha raccolto più di 100 milioni di euro per la gestione via smartphone delle rimesse verso il sud del mondo. E oggi World Remit si lancia alla conquista del mercato africano siglando un accordo con Huawei che rende i telefonini della compagnia cinese delle piccole banche tascabili.
Il caso Italia. Il mercato delle rimesse in Italia è uno specchio fedele della traiettoria dell'economia nazionale, dove aumentano gli invii di denaro degli itaiani emigrati all'estero e diminuiscono quelli degli immigrati nel nostro Paese verso il sud del mondo. Fino a qualche anno fa la Penisola era il secondo mercato in Europa, dietro la Germania, per volumi delle rimesse stimate intorno a 7 miliardi di euro da Bankitalia. Tant'è che le rimesse, oggi valutate intorno a 5 miliardi di euro, anche se in netto calo, rimangono un contributo ben superiore a quello pubblico alla cooperazione allo sviluppo, intorno a 4 miliardi di euro. Il tutto mentre l'Italia torna ad essere destinataria di rimesse dei cittadini che vanno all'estero a lavorare: nel 2016 le rimesse degli italiani ammontano a 645 milioni contro 478 milioni del 2011. Anche nel nostro paese, tuttavia, il grande business si è accorto delle potenzialità economiche generate dai migranti. E allora accanto alla folta rete di 35 mila agenzie di money transfer, l'85% del mercato è in mano a Western Union, MoneyGram e Ria, si stanno affacciando gli operatori tradizionali della filiera del denaro e nuovi player del digitale. Per rendersene conto basta andare a fare la spesa nei nuovi punti vendita di Carrefour Express, che da supermercati tradizionali si stanno trasformando in luoghi di servizi a 360 grado, inclusa la possibilità di spedire denaro all'estero. Anche gli Atm delle banche danno il benvenuto ai migranti: Unicredit, già partner italiano di Moneygram, ha appena siglato un'intesa per offrire servizi di money transfer in Romania: in tutti gli sportelli automatici del gruppo sarà possibile inviare e ricevere denaro. Anche le Poste Italiane sfruttano la rete e la capillarità delle sue agenzie, in collaborazione con MoneyGram, e utilizzando Postepay come soluzione digitale di scambio del denaro. E così le ricevitorie di Lottomatica. «In Italia – dice Alessandro Cantarelli, direttore marketing per l'Europa Money-Gram, che in Italia detiene il 20% di quota di mercato - siamo presenti sia tramite Poste Italiane sia tramite una rete di agenzie indipendenti. Il nostro obiettivo oggi è integrare il mondo digitale con quello fisico. I punti vendita comunque non spariranno mai, si amplia però la scelta per i nostri clienti in un'ottica omnichannel». Banca Intesa e Bper invece si sono alleate con l'altro big player del settore, Western Union, dal 1851 specializzata nel trasferimento di denaro che ha siglato accordi anche con Lottomatica e Mastercard che prevedono anche il rilascio di carte prepagate. Spiega Gabriel Sorbo responsabile per il sud Europa di Western Union: «Stiamo evolvendo il nostro business finora cash-to-cash, e quindi basato su punti retail, in un modello basato su piattaforme web. L'anno scorso abbiamo lasciato la app Wu che sta crescendo a doppia cifra. Si tratta di un'applicazione che semplifica le operazioni di pagamento, permettendo di scansionare i dati della carta e accedere all'app tramite impronta digitale». Il denaro potrà poi essere ritirato presso una delle 500.000 agenzie Western Union nel mondo o inviato direttamente su un conto corrente bancario o un mobile wallet.
Rimesse in bitcoin. La Corea del Sud ha appena legalizzato l'invio di denaro all'estero tramite bitcoin. Questa è l'ultima frontiera in cui gli investitori stanno puntando le antenne perché la criptomoneta consente di inviare denaro in tempi brevissimi, nessun limite di importo (in Italia l'asticella è di mille euro a settimana) e a costi molto bassi. In Italia ci sta lavorando Federico Pecoraro, giovane startupper che ha fondato Robocoin, una società che sviluppa Atm che convertono il denaro in bitcoin e lo spediscono all'estero. «L'obiettivo del G20 – spiega Pecoraro – è di abbassare al 5% le commissioni delle rimesse. Attraverso la tecnologia blockchain scendiamo molto al di sotto, su percentuali dello zero virgola. La soluzione brevettata da Robocoin riguarda poi i sistemi di identificazione di biometrica garantendo quindi totale sicurezza grazie alla tracciabilità degli invii di denaro».

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