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La sfida: intercettare i desideri dei talenti
di Marco Frojo
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 13 febbraio 2017

Per le aziende riuscire ad attrarre i lavoratori più capaci è un'impresa molto ardua ma ancora più difficile è il riuscire a trattenerli. Una volta assunti, infatti, continuano a ricevere proposte di lavoro interessanti, dove spesso la retribuzione è superiore. Diventa dunque fondamentale avere una politica di gestione delle risorse umane che sia in grado di "fidelizzare" il lavoratore e con il solo fattore economico non è possibile raggiungere questo obiettivo: fra la concorrenza ci sarà sempre chi è disposto a pagarlo di più. Entrano qui in gioco strategie che cercano di intercettare i desideri dei dipendenti per rendere la loro occupazione più "attraente". Una donna con figli gradirà la possibilità di lavorare da casa o di lasciare i bambini nella nursery aziendale, mentre il giovane sportivo sarà attratto dalle convenzioni con la palestra più vicina all'ufficio. Il ventaglio di possibilità è veramente ampio e i migliori datori di lavoro le hanno quantomeno prese in considerazioni tutte. «In un panorama lavorativo dove i talenti sono sempre più mobili e volatili, con competenze sempre più richieste e caratterizzati da una veloce mutazione di obiettivi e preferenze, il rischio dei "talenti in fuga" è più vivo che mai — spiegano gli esperti di Top Employers —. Diventa quindi sempre più centrale e cruciale il ruolo di un'accorta politica di compensation & benefit all'interno di una più ampia strategia di talent management, in un'ottica di fidelizzazione». Sia che si parli di retribuzioni sia che si parli di benefit la parola chiave è "personalizzazione": ciò che risulta interessante per qualcuno è di scarsa attrattiva per qualcun altro. C'è chi è disposto a rinunciare a un aumento di stipendio in cambio di più libertà e chi ha come unico obiettivo quello di guadagnare di più. «Le politiche retributive (compensation & benefit) rappresentano da sempre un potente elemento di differenziazione, attrazione e fidelizzazione aziendale ma, nello stesso tempo, devono anche essere in grado di garantire un'ottimizzazione dell'impegno e un incremento della produttività», avverte lo studio realizzato da Top Employers. Secondo la ricerca esistono attualmente quattro "tendenze chiave" nel campo del compensation & benefit: le politiche retributive differenziate, l'adozione di una nuova filosofia di "retribuzione totale", l'utilizzo strategico dei premi a livello di talent management e l'uso della tecnologia per interagire con il talent management. Questo significa che innanzitutto è necessario che la gestione dello stipendio entri a far parte di una più ampia strategia di gestione delle risorse umane e che preveda politiche sempre più personalizzate di retribuzione. Inoltre le aziende devono avere strategie per trattenere i dipendenti diverse dal semplice aumento di stipendio; in una situazione in cui non si può più ricorrere allo strumento economico, perché per esempio non ci sono più soldi, bisogna riuscire a trattenere i talenti con altre formule e altri sistemi; e qui il discorso passa all'intercettazione dei desideri dei dipendenti. Un'indagine condotta fra le 79 aziende italiane certificate Top Employer 2017 risulta che ben il 65% ha uno spazio web (portale-sito-piattaforma) riservato ai dipendenti e dedicato a formazione e sviluppo, in modo che i singoli dipendenti possano in autonomia scegliere e iscriversi ai corsi e iniziative che più gradiscono; un'analoga percentuale di aziende del campione (66%) mette a disposizione dei dipendenti un parcheggio privato. Il 56% offre la possibilità di un anno sabbatico e un 28% quella del telelavoro. La lista di benefit non si ferma certo qui: il 76% delle aziende, per sapere esattamente cosa sta succedendo fra i suoi dipendenti, inserisce domande relative a situazioni di stress, work life balance e carichi di lavoro nelle survey annuali. Il 54%, inoltre, ha spazi comuni e flessibili, che possono essere usati dai dipendenti per riunioni, lavoro in team, attività di networking o anche quando si abbia necessità di spazi raccolti e silenziosi, per attività che richiedano concentrazione o privacy. Il 66% offre corsi di gestione del tempo ai dipendenti per aiutarli a lavorare in modo efficace e senza sforzo e il 71% prevede programmi a favore del benessere fisico e psichico che vanno dallo yoga ai massaggi, dall'agopuntura a corsi di educazione alimentare, passando per programmi di fitness, iscrizioni a palestre e assicurazioni sanitarie integrative. Grande attenzione è ovviamente rivolta ai lavoratori che hanno dei figli e in particolar modo alle madri: il 41% delle società elargisce contributi monetari per la cura della prole e il 73% prevede programmi in favore delle donne per favorire l'avanzamento di carriera femminile. Un piccolo 18% propone addirittura programmi per aiutare a smettere di fumare, un 47% ha un social media per favorire connessione, scambi e feedback sulle attività aziendali e, infine, non manca chi (59%) garantisce permessi speciali ai dipendenti che si dedicano ad attività di volontariato. Come è facile capire dalle percentuali c'è un alto numero di aziende che mette in campo numerosi benefit, creando così un ambiente in grado di soddisfare le differenti esigenze dei propri dipendenti. Qualche benefit scopiazzato dalla concorrenza lascia il tempo che trova e non è di nessun aiuto nel trattenere i dipendenti più capaci.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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