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La ripresa c'è ma non si vede: «Vanno sostenuti i sogni dei giovani»
di Luigi dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 2 ottobre 2017

«Ho appena autorizzato la concessione di un mutuo a una ragazza di 25 anni, da poche settimane ricercatrice all'università e che presto coronerà il sogno di acquistare casa». Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, risponde così al quesito sul clima che si respira nel Paese. Con la crescita che si va consolidando, ma non viene ancora del tutto percepita dai cittadini, soprattutto dai giovani, i più colpiti dalla lunga crisi. «Lo scenario è indubbiamente in miglioramento, con tutti i principali indicatori — dal Pil all'occupazione, agli indici di fiducia — in progresso. Come banca, il nostro obiettivo è sostenere questi segnali, contribuire al loro rafforzamento, e soprattutto consentire la realizzazione dei sogni d'investimento, cominciando proprio dai giovani».
L'occasione dell'incontro è la presentazione della nuova campagna di comunicazione Sharing Dreams, tutta incentrata sui giovani e su nuovi canoni di comunicazione. «Ci siamo mossi con l'idea di modificare le tradizionali logiche pubblicitarie reinterpretando contenuti condivisi in Rete per creare nuove narrazioni, nuovi messaggi — racconta Barrese —. Una modalità di lavoro che ha richiesto ascolto, ricerca e monitoraggio di linguaggi espressivi più attuali, alternativi ai percorsi produttivi e creativi classici».
La nuova campagna di comunicazione si concentra sul mutuo e sul conto corrente, integrandovi le dimensioni della motivazione e della fiducia. «Ed è così che il sogno protagonista dei due spot dedicati al mutuo giovani e a XME CONTO, diventa metafora di desideri, progetti e aspirazioni che motivano le scelte di vita dei singoli per i quali la banca è luogo e strumento per realizzarli — sottolinea il manager —. Il sogno della casa, il più importante per la maggior parte degli italiani, si realizza grazie a una proposta di mutuo per i giovani che possano affrontare rate più leggere, almeno per i primi anni, rimandando il pagamento della quota capitale fino a 10 anni e con finanziamenti fino al 100%, per un arco complessivo del finanziamento che può arrivare fino a 40 anni».
E il medesimo discorso si può fare per il conto corrente, «che diventa realtà grazie alla possibilità di modularlo e personalizzarlo» e che consente prelievi gratuiti in tutto il mondo per gli under 30 e zero spese, compresa l'imposta di bollo.
Focus sui giovani, quindi, anche se le statistiche dicono che proprio questa è la categoria in maggiore difficoltà dal punto di vista occupazionale, e quindi economico. «Indubbiamente l'Italia non è messa bene su questo fronte, ma non sottovalutiamo le tendenze in atto — sottolinea Barrese —. C'è un dinamismo, una voglia di fare che sono straordinari». E anche canoni di valutazione del mondo circostante del tutto nuovi. «Spesso si parla di precariato diffuso a proposito di tutti coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato, dimenticando che lo schema del lavoro fisso a vita non appartiene alle giovani generazioni. Che piuttosto guardano al livello di soddisfazione che un lavoro è in grado di assicurare, alla capacità di apprendere e migliorarsi. Per quanto ci riguarda, abbiamo 1,7 milioni di clienti al di sotto dei 35 anni e il numero è da mesi in costante crescita».
L'incontro è anche l'occasione per fare il punto sui numeri della banca. «Il concetto di sharing cioè "condivisione" non lo sviluppiamo oggi, ma lo abbiamo messo in pratica in tutti i passaggi cruciali degli ultimi anni», rivendica Barrese. Eppure la necessità di recuperare un rapporto costante con il mondo bancario resta tra le priorità di molte imprese. «A questo proposito le cito qualche numero — ribatte Barrese —. Anche nelle fasi più dure della crisi non abbiamo mai interrotto l'erogazione di credito: siamo stati al fianco di famiglie e imprese con iniziative come la moratoria per le piccole imprese e con misure straordinarie per riportare in bonis oltre 60mila aziende tutelando almeno 600mila posti di lavoro».
Quindi aggiunge: «I prestiti verso le famiglie nei primi sette mesi dell'anno hanno raggiunto il livello di 11 miliardi. Complessivamente abbiamo erogato 29 miliardi di euro tra gennaio e luglio, in linea con l'obiettivo per l'intero 2017, fissato a quota 50 miliardi». Considerato che i piani del gruppo sono stati elaborati a inizio anno, quando la crescita economica del Paese procedeva a passo più lento rispetto a oggi, ci sono spazi per alzare l'asticella? «I target non si cambiano nel breve termine. Certo, i segnali positivi che arrivano dal mercato possono rendere possibile un risultato sul credito al di là delle nostre previsioni».
Molto dipenderà dalla dinamica dei mutui (8 miliardi finanziati dal gruppo nei primi sette mesi del 2017), con il mercato nazionale che appare ancora orientato alla crescita. L'Abi segnala che ad agosto l'ammontare di finanziamenti per l'acquisto delle abitazioni è risultato del 2,5% superiore a dodici mesi prima, un risultato non scontato se si considera che gli ultimi mesi hanno registrato una brusca frenata delle surroghe. «Quasi tutti coloro che dovevano cambiare mutuo, lo hanno fatto. Oggi i contratti sono soprattutto relativi alle nuove erogazioni. Le condizioni dei tassi aiutano. A luglio, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,16%, praticamente un terzo rispetto ai livelli pre-crisi. Una finestra di opportunità che non dovrebbe durare a lungo, dato che sul mercato si avvertono già segnali di tensione, in vista di una riduzione degli stimoli monetari da parte della Bce a partire dal 2018.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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