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La riforma che verrà: il ruolo determinante dei sindaci e revisori nell'allerta interna e nella tempestiva segnalazione della crisi
di Massimo Talone
Gennaio 2018

Pubblicato sul sito www.linkedin.com in data 19 gennaio 2018.

* * *

Si è tenuto oggi, presso l'aula Magna del Tribunale di Milano un'importante convegno organizzato congiuntamente dell'Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti di Milano e dal Centro Studi Procedure Esecutive e Concorsuali (CeSPEC).
Tra i relatori, tutti di elevatissimo profilo, il Sottosegretario alla Giustizia, Dott. Cosimo Maria Ferri, la Dottoressa Alida Paluchowski, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano ed il Dottor Roberto Fontana, Procuratore della Repubblica e membro della Commissione governativa (c.d. Rordorf 2) che ha predisposto le bozze dei decreti legislativi a parziale attuazione della Legge n. 155/2017.
Primo dato emerso dal dibattito: i decreti attuativi saranno promulgati dal Governo dopo le elezioni di marzo ma, queste sono le indicazioni emerse dalle dichiarazioni del Sottosegretario e del Dott. Fontana, nell'imminenza della nomina del nuovo Governo (quindi, ragionevolmente entro il mese di marzo).
Venendo agli aspetti tecnici della Riforma, di particolare rilievo le novità illustrate in merito al nuovo istituto dell'allerta: allerta interna, ad opera dei sindaci e revisori (e indirettamente delle banche ai sensi e per gli effetti del richiamo esplicito contenuto al punto 4 dell'art 17 del nuovo Codice della Crisi e dell'Insolvenza) ed allerta esterna, conseguente e solo eventuale, ad opera di soggetti pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS, agente della riscossione delle imposte).
Da tutti i relatori, salvo qualche eccezione fuori dal corso portatrice probabilmente di "rendite di posizioni" allo stato ahimè palesemente poco difendibili, hanno evidenziato il passaggio epocale della Riforma verso un sistema più efficiente e soprattutto orientato ad un'effettiva prevenzione degli stati di crisi (prima che d'insolvenza).
Ruolo chiave, quello del sindaco-revisore che avrà il compito di monitorare costantemente la coerenza dei risultati economico-finanziari conseguiti con gli obiettivi programmatici formalizzati, anche e soprattutto in una prospettiva di valutazione prospettica di medio periodo (forward looking approach).
Viene confermato il ruolo segnaletico delle anomalie rilevanti che andranno accertate dal sindaco-revisore sulla base di indicatori non soltanto finanziari, ma anche comportamentali (come nel caso dei ritardati pagamenti) e sintomatici (come nel caso dei rapporti con le banche e per le segnalazioni andamentali della Centrale dei Rischi).
Altro dato estremamente rilevante ribadito dagli illustri relatori, gli elementi segnaletici (che il decreto delegato rinvia al lavoro di un apposito comitato tecnico permanente nominato dal CNDCEC e che avrà il compito non solo di individuare per ciascun settore ATECO gli indicatori sintomatici più rilevanti ma anche di revisionare i valori soglia (cut off) ogni tre anni) dovranno comunque portare ad una valutazione unitaria e sintetica in termini di probabilità d'insolvenza (leggi rating d'impresa, né più né meno di quello che calcolano periodicamente le banche nei loro sistemi di rating interni).
Viene inoltre ribadito (dott. Fontana) che gli indici segnaletici e le anomalie rilevanti sono soltanto una parte del supporto decisionale a cui dovrà far riferimento il sindaco nella valutazione di tutte le informazioni a lui disponibili per la stima della probabilità d'insolvenza (leggi conferma o meno del presupposto di continuità aziendale in un ragionevole intervallo temporale prospettico).
Per inciso, nel Quaderno SAF n. 71, ho posto il cut off ad un livello soglia della PD ad un anno (probability of default = probabilità d'insolvenza) al 13%, corrispondente alla classe di rischio Cerved Cebi Score 4 pari a "Rischio" (secondo le indicazioni EBA - European Bank Autority e le indicazioni prudenziali BCE, la soglia oltre la quale dovrebbe scattare ragionevolmente per le banche il passaggio a stage 2 ai fini del principio contabile IFRS 9).
Da ultimo ma non per ultimo, viene ribadita con forza la necessità di rafforzare i presidi di controllo interno (e programmazione) nelle Pmi, estendendo le responsabilità, già prevista dal codice civile per le spa, anche agli organi amministrativi delle srl nell'approntare tempestivamente (leggi 6 mesi) un adeguato piano di risanamento (recovery plan).
In mancanza di tempestiva proattività (action plan) e in ogni caso di inerzia o atteggiamento non collaborativo dell'imprendere, viene meno il carattere esimente della procedura e scatta, quale norma di chiusura, il ricorso al pubblico ministero.
Quest'ultimo, in presente di uno stato di evidente insolvenza, avrà 60 giorni per decidere se proporre la liquidazione giudiziaria o far cadere l'istanza per mancanza di chiare e circoscritte prove di insolvenza (irreversibile impossibilità ad assolvere con regolarità le obbligazioni pecuniarie).
Un'ultima notazione personale a margine. In attesa della definitiva approvazione della Riforma, esorto i detrattori a farsene una ragione di fronte al "fallimento" della precedente gestione confermato dai numeri comunicati dal Tribunale di Milano (13,6 miliardi di crediti insoluti solo per la circoscrizione milanese), da Cerved sui tempi medi (7 anni e mezzo, ma più di 10 anni al Sud), dalle banche per gli Npl (220 miliardi di cui 99 miliardi Utp netti) e dall'Agenzia dell'Entrate (310 milardi di crediti non recuperati in procedura), tutti concordati e convergenti nell'attestare senza ombra di dubbio il fallimento del precedente sistema di gestione e recupero dei crediti in procedura, spero che tutti i principali Ordini dei Dottori Commercialisti ed il nostro Consiglio Nazionale si facciano tutti parte proponente, con spirito di sincera collaborazione, per una puntuale e sistematica attività informativa e formativa nei confronti di tutti i colleghi.
l'Ordine di Milano e mi risulta anche quello di Roma si stanno già muovendo in questo senso. Spero che l'esempio sia seguito anche da tutti gli altri Ordini territoriali coinvolgendo anche i colleghi revisori (Assirevi e Inrl) per un'azione comune e, per una volta, consentitemi senza demagogia, nel comune interesse del Paese.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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