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  :: Rassegna stampa - Documento

Intesa Sanpaolo guadagna 500 milioni con i fondi della Banca centrale europea
di Roberta Paolini
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 19 dicembre 2016

Banca Intesa partecipa alla terza operazione di Tltro II (Targeted long term refinancing operation) della Bce. E dovrebbe confermarsi il primo gruppo in Europa per importo raccolto partecipando al programma della Banca centrale. Secondo fonti interne all'istituto guidato da Carlo Messina, nel complesso l'adesione all'operazione dovrebbe produrre un beneficio contabile per il minor costo del funding per circa 180 milioni nell'anno che salgono a quasi 500 milioni considerando il costo opportunità, per non aver emesso titoli per finanziarsi. Secondo le indicazioni ufficiali, Intesa il 15 dicembre ha partecipato alla terza operazione per circa 3,5 miliardi, chiedendo complessivamente 45 miliardi nell'ambito di un importo massimo richiedibile pari a circa 57 miliardi di euro. Il 24 giugno Intesa aveva partecipato alla prima operazione di finanziamento Tltro II da parte della Bce per un ammontare pari a circa 36 miliardi di euro, a fronte del rimborso integrale del finanziamento Tltro I in essere per 27,6 miliardi di euro. L'ultima delle quattro serie del secondo Tltro è per marzo 2017. Nella penultima tornata, quella di settembre, Mediobanca SpA e Banca Popolare di Milano avevano partecipato per circa 500 milioni di euro ciascuna. Mentre UniCredit SpA, Ubi e Banco non avevano partecipato. Per quanto riguarda invece la tranche del 15 dicembre, secondo quanto emerso, le banche italiane che hanno inviato richieste alle Bce sarebbero Bpm per 2,8 miliardi, 1 miliardo per Mediobanca e Bper. Mentre Unicredit, Ubi, Banco e Creval non avrebbero partecipato, come già avvenuto in autunno. Le richieste degli istituti italiani nei primi due finanziamenti erano state pari complessivamente a 156 miliardi, 46 al netto dei rimborsi anticipati. In generale è sceso il numero degli istituti che si sono rivolti al nuovo programma di finanziamento di lungo termine agevolato. Intesa dovrebbe mantenere come detto la leadership in Europa. Ancora a giugno le banche italiane e spagnole erano quelle che avevano fatto maggior ricorso al programma di rifinanziamento. Come noto il Tltro, voluto da Mario Draghi nel quadro più generale di stimoli di Francoforte, si inserisce nella politica monetaria di Bce ed ha avuto, ed ha, come obiettivo quello di aumentare la liquidità del sistema a vantaggio delle banche che sostengono l'economia reale. È una modalità sostanzialmente senza limiti, "a rubinetto" che consente di finanziarsi, sul lato banche, con costi negativi. Bce cioè presta a 0%, ma scende fino al -0,4% a chi richiede i finanziamenti aumentando le erogazioni di credito a famiglie e imprese. L'unico vincolo sono gli strumenti da dare in garanzia. La presenza di Intesa al vertice di questo programma si spiega in due modi, il primo è banale: è uno dei principali gruppi bancari europei. Il secondo è che rispetto ad altri istituti del continente è una banca commerciale, che quindi ha una composizione dell'attivo più orientato all'economia reale. Per Intesa, che ha visto un aumento della raccolta diretta, mentre permane l'attitudine dei risparmiatori a mantenere posizioni di liquidità, l'approvvigionamento del funding non sarebbe necessario. Lo fa, nonostante un andamento del prodotto interno lordo che cresce poco, perché l'istituto sta aumentando gli impieghi. E con il Tltro può approvvigionarsi risparmiando in termini di costo, in quanto non si emettono titoli per coprire le scadenze a medio termine degli impieghi. Inoltre l'abbassamento del costo del funding consente di aumentare la domanda della clientela poiché si possono prestare i danari a tassi più vantaggiosi rispetto ad altri istituti. Infine, Bce presta ad un tasso negativo, -0,4%, quindi sostanzialmente sul monte richiesto il ritorno, solo considerando il puro beneficio contabile, è circa 180 milioni. Alla terza tranche di Tltro II hanno aderito 200 banche dell'Eurozona raccogliendo complessivamente 62,2 miliardi di euro. Un dato complessivamente in aumento rispetto a quello di settembre quando le richieste erano state pari a 45,3 miliardi di euro da parte di 249 istituti di credito.

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