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  :: Rassegna stampa - Documento

E gli istituti prenotano 50 miliardi di euro, è ossigeno che serve all'economia reale
di Luigi Dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 15 settembre 2014

La sfida più grande riguarda la capacità di riattivare il circolo del credito verso le Pmi. Superata la stagione delle grandi pulizie di bilancio (anche se l'emergenza sofferenze non è ancora del tutto superata) e incassata la certezza che i tassi ufficiali resteranno ancora bassi a lungo, l'attenzione degli istituti di credito torna a focalizzarsi sul cuore dell'economia reale. L'accesso ormai prossimo ai tassi agevolati della Bce, sotto forma di Tltro, costituisce un incentivo importante in tal senso. Anche se da solo non può bastare a garantire l'uscita dalla recessione, che affonda le cause non solo nel deficit di liquidità, ma anche nel calo sostenuto della domanda. Uno studio pubblicato di recente da Prometeia fa luce su questo fronte, rilevando che ben il 6,4% delle imprese italiane (siamo due punti sopra la Spagna), pur avendo bisogno di credito bancario, non ne fa richiesta perché consapevole dell'inadeguatezza della propria situazione patrimoniale. Senza considerare, poi, tutte quelle realtà che hanno rinunciato a investire (e quindi a finanziarsi) perché vedono nero nelle prospettive dell'economia italiana. L'ultimo dato sui prestiti, relativo a maggio, segna un calo del 4,5% rispetto a dodici mesi prima. L'intervento della Bce, nella misura in cui favorisce l'accesso ai finanziamenti da parte delle banche dell'Eurozona, e lega i prelievi al vincolo della destinazione all'economia reale, potrebbe aiutare a sbloccare la situazione. Il resto dipenderà dai singoli istituti di credito, che in alcuni casi si stanno già muovendo in questa direzione. Nella prima tornata della Tltro in partenza giovedì prossimo, gli istituti italiani hanno già prenotato oltre 50 miliardi di euro. Partecipando al Workshop Ambrosetti, l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha comunicato che il suo istituto prenderà in prestito 14 miliardi, di cui 7,5 miliardi destinati all'Italia. Al momento non è possibile definire quanta parte sarà destinata alle piccole e medie imprese (dipenderà dalla domanda), ma è verosimile che si tratterà di una fetta importante, considerato che questa è la fetta di mercato in maggiore difficoltà e che i mutui immobiliari sono esclusi dalla misura della Bce (per evitare il formarsi di nuove bolle). Carlo Messina, ceo di Intesa San-Paolo, ha prenotato 13 miliardi di euro. L'annuncio è arrivato — non a caso — a margine dell'incontro convocato per presentare l'accordo con la piccola industria di Confindustria, che prevede un plafond di 10 miliardi destinato proprio alla crescita delle Pmi. L'obiettivo di Ca' de Sass di finanziare le imprese con queste provviste arriva dopo aver rinnovato fidi per 420 miliardi di euro e concesso 12 miliardi di nuovo credito a medio e lungo termine nel primo semestre dell'anno. Una strategia che si inserisce nel piano industriale al 2017, che prevede 170 miliardi di erogazioni a famiglie e imprese. Mps prenderà dalla Bce 3 miliardi di euro, che verranno poi girati alle imprese e alle famiglie clienti. Aggiungendosi agli strumenti già messi a punto dall'istituto senese, che si è dotato anche di Centri Pmi per offerte di finanziamento personalizzate in base al settore economico. Inoltre, poco prima dell'estate Mps ha lanciato il Bond a kilometro zero per raccogliere denaro da prestare alla piccole e medie imprese di 40 province italiane: somme che verranno utilizzate per specifici finanziamenti di tipo chirografario. Il Banco Popolare chiede 3,8 miliardi. L'istituito guidato da Pier Francesco Saviotti ha inoltre siglato tre accordi con la Banca europea per gli investimenti (per 390 milioni), che saranno utilizzati a favore dei progetti avanzati da Pmi e Mid-cap, con una parte dei prestiti riservata alle aziende che assumono apprendisti. Ubi stima di rivolgersi a Francoforte a dicembre per circa 3 miliardi di euro. Intanto, nei mesi scorsi l'istituto lombardo ha promosso Ubi World, piattaforma di servizi e prodotti per l'internazionalizzazione, che offre assistenza alle Pmi intenzionate a vedere al di fuori dei confini nazionali.

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