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  :: Rassegna stampa - Documento

Bollette più leggere, arriva l'energy manager
di Luigi dell'Olio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 2 ottobre 2017

Non solo un tecnico dotato di competenze in campo energetico e normativo, ma anche un uomo di business, in grado di comprendere le ricadute sui conti aziendali delle diverse opzioni sul tavolo e di farsi ascoltare dai piani alti dell'azienda. È il profilo ricercato oggi nell'energy manager, colui cioè che ha il compito di gestire tutto ciò che riguarda l'energia all'interno di un'azienda o un ente pubblico, analizzando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all'efficienza energetica e all'uso di fonti rinnovabili. Con i risultati che saranno davvero rilevanti se vi sarà consapevolezza diffusa su questi temi da parte di tutti i lavoratori. Questo spiega la difficoltà di reperire sul mercato professionisti completi e la possibilità, per chi risponde a questi requisiti, di fare la differenza. Alessio Cristofari, direttore dello sviluppo business di Avvenia (realtà attiva nell'ambito dell'efficienza energetica e della sostenibilità ambientale) con delega alle strategie di mercato, segnala cinque ambiti di intervento per questa figura, a cominciare dalla gestione dei consumi e degli interventi. L'energy manager, basandosi sull'osservazione diretta della modalità dei consumi, è responsabile della prima valutazione degli interventi da doversi implementare. «L'ambito maggiormente ricettivo è quindi di natura gestionale: dall'illuminazione dei locali al controllo dei ricambi d'aria fino alle centrali termiche», puntualizza Cristofari. Un lavoro propedeutico alla seconda fase, vale a dire la creazione di best practice, formando e informando gli utilizzatori delle apparecchiature sui comportamenti virtuosi. Il terzo ambito di attività riguarda la realizzazione degli audit energetici, fondamentali per comprendere con sufficiente affidabilità il profilo di consumo energetico degli edifici o di singole parti degli stessi.
I risultati di questa attività risultano utili per scegliere gli indicatori di performance che consentono di realizzare confronti tra varie attività e tra diverse strutture in contesti omogenei e di seguire nel tempo gli effetti degli interventi attuati. Il cerchio si chiude con la predisposizione del resoconto finale, con il manager dell'energia che comunica i risultati conseguiti e i conseguenti benefici economici. Questi ultimi possono fare da base a nuovi comportamenti virtuosi in azienda con efficacia tanto maggiore quanto più l'energy manager riesce a sensibilizzare tutti i lavoratori della stessa. Da qui la necessità di possedere buone doti di comunicazione e persuasione. Questo spiega perché, soprattutto nelle grandi realtà, a svolgere l'attività sono dipendenti a tempo pieno dell'azienda in questione, con un inquadramento in genere a livello di middle management. Mentre le realtà più piccole, sia per ragioni di budget, che di minori necessità in merito a un'assistenza continuativa, tendono ad affidarsi prevalentemente a consulenti esterni. Questa figura professionale nasce negli Stati Uniti ai tempi della prima crisi petrolifera del 1973, mentre in Italia comincia a diffondersi con la legge n. 10 del 1991, che rende obbligatoria la sua presenza all'interno delle realtà industriali caratterizzate da consumi superiori ai 10mila tep/anno e dell'aziende del settore civile, terziario e trasporti sopra i mille tep/anno. La nomina di legge è di durata annuale e va inviata entro il 30 aprile alla Fire (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia). Quest'ultima cura un rapporto annuale che segnala i principali trend evolutivi. Nel 2016 Fire ha registrato un buon livello di nomine (2.239 in tutto, di cui 1.519 relative a soggetti obbligati e 720 relativi a decisioni spontanee), con una crescita di 200 unità in un biennio, merito soprattutto nei settori commerciale e industriale. La PA ha invece registrato un calo intorno all'11% sul 2015. Segno che molto resta ancora da fare sul fronte della sensibilizzazione. Nel 2016 la federazione del settore ha registrato un buon livello di nomine (2.239 in tutto, di cui 1.519 relative a soggetti obbligati.

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