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Banche italiane più sicure: la classifica
di Flavia Provenzani
Settembre 2017

Pubblicato sul sito www.money.it in data 23 agosto 2017.

* * *

Quali sono le banche sicure in Italia?
Data la crisi degli istituti bancari italiani, gli italiani non possono fare a meno di interrogarsi sullo stato di salute della propria banca e di tutto il settore per evitare di affidare i propri risparmi a delle banche a rischio.
Pensare alla banca, un tempo, era pensare ad un luogo sicuro. Ma i recenti fallimenti e salvataggi di alcuni istituti hanno sollevato la paura che, tramite il bail in o altre pratiche di salvataggio in extremis da parte dello Stato o altri enti, i propri soldi siano in pericolo, sollevando lo spettro del rischio patrimoniale sui conti correnti.
Attraverso lo studio di particolari parametri è possibile definire quali banche sono più sicure di altre, primo su tutti la quantità di crediti deteriorati che l'istituto ha in bilancio - parliamo di tutti quei prestiti che le banche hanno concesso ma che i debitori non riescono a ripagare.
La classifica delle banche italiane più sicure, ad opera di Altroconsumo ed altri istituti di rilievo come BCE e Università Bocconi, è stilata in base ad un rating e a rigidi criteri di valutazione e può aiutarci nella scelta di una banca sicura.
Di seguito la classifica completa delle banche più sicure in Italia e una guida alla scelta della banca migliore dove depositare i risparmi di una vita.

Banche più sicure nel 2017
Lo studio più recente è di altroconsumo.it, che stila una classifica delle banche migliori e peggiori su un campione di 329 istituti bancari con almeno 10 sportelli in base agli indicatori di solidità patrimoniale Cet1 ratio e total capital ratio.
Il rating della classifica è espresso in stelle da 1 a 5, più è alto il punteggio e più la banca è sicura, sulla base di un punteggio fino a un massimo di 1.000 punti:

Banca Punti Rating
Banca Progetto 900,00 5
Credito Fondiario 759,45 4
Aletti e. C Banca di Investimento Mobiliare 571,79 4
BCC di Napoli 479,17 4
BCC di Laurenzana e Nova Siri 415,71 4
Banca Leonardo 383,55 4
Binck Bank 379,76 4
BCC Santeramo 376,19 4
Banco di Sardegna 367,00 4
Credito cooperativo di Anagni 353,50 4
BCC di Triuggio e della Valle del Lambro 351,69 4
CRA BCC di Battipaglia e Montecorvino Rovella 347,62 4
Extra Banca 346,43 4
BCC Regalbuto 336,67 4
BCC di Cassano delle Murge e Tolve 327,62 4
Banco Profilo 312,50 5
Banca Reale 305,12 5
Banca Sviluppo Economico 303,57 4

Nota: sul sito www.altroconsumo.it è indicato come il punteggio è assegnato sulla base dell'ultimo Cet1 e total capital ratio disponibile; in merito al rating, una stella indica le banche meno affidabili, cinque stelle le più sicure (le banche che pubblicano annualmente il dato, e non fan parte di un gruppo che fornisce informazioni infrannuali, sono state penalizzate di una stella).

Seguono le banche sicure più note:
- Intesa SanPaolo
- Gruppo Banca Generali
- Banca Mediolanum
- Pop Emilia
- Banca Sella
- Cariparma
- Banca Reale
- Binck Bank
- Finecobank
- Banca Malatestiana Credito Cooperativo
- Banca Agricolare Popolare di Ragusa
- Artigiancassa
- Banca Prossima

Classifica banche sicure (Bocconi)
L'Università Bocconi di Milano ha stilato la classifica delle banche più sicure in Italia, mettendo a disposizione dei correntisti un ottimo strumento per capire se i propri risparmi sono al sicuro.
Secondo uno studio di fine 2015 dell'Università, le banche più sicure e dal rating più alto in Italia sono, nell'ordine:

1. Intesa Sanpaolo, con 114 punti
2. Ubi Banca, con 111 punti
3. Banco Popolare(*), con 101 punti
4. Credem, con 101 punti
5. Bpm(*), con 95 punti
6. Mps, con 85 punti
7. Bper, con 85 punti
8. Credito Valtellinese, con 80 punti
9. Banca Carige, con 71 punti
10. Unicredit, con 81 punti

(*) = Banco Popolare e Bpm dal 1° gennaio 2017 sono fuse e costituiscono insieme la nuova Banco BPM.

Come visibile dalla infografica, Mediolanum è l'istituto bancario che ha il maggiore indice di solidità patrimoniale, ma è stata esclusa dalla classifica delle top 10 banche più sicure d'Italia in quanto lavora con i promotori.
Il punteggio indicato in questa classifica non è dato da un indice scientifico, piuttosto si tratta di un "parametro di buon senso". Inoltre, i tre coefficienti patrimoniali non esauriscono i rischi che una banca sopporta, quindi non è detto che questi istituti bancari siano esenti da fallimenti.

Il metodo della classifica di Bocconi
Per compilare la classifica delle banche più sicure in Italia, l'Università Bocconi di Milano ha utilizzato un metodo analitico e complesso, basandosi su sette indici differenti.
I ricercatori hanno analizzato i primi 20 gruppi bancari italiani utilizzando sette indici differenti per definire quali sono le banche migliori. Nel dettaglio, i sette indici utilizzati sono:
- tre indici relativi alla patrimonializzazione: Cet1, Tier 1, Total capital ratio;
- un indice di redditività sul totale attivo: il margine d'interesse più il saldo da commissioni e altri ricavi;
- un indice relativo all'andamento in Borsa nell'anno in oggetto;
- due ISC: l'indicatore sintetico del costo annuo che dà un prezzo di riferimento del conto corrente.

Classifica banche sicure (BCE)
Secondo l'ultima valutazione del rating sulle banche italiane effettuata dalla BCE (Banca Centrale Europea), sono cinque gli istituti bancari più sicuri nel nostro Paese.
Tra i criteri utilizzati per realizzare la classifica nell'ambito della procedura Srep (Supervisory Review and Evaluation Process) troviamo:
- il Cet1 (valore che misura il livello di sicurezza e solidità di una banca);
- il Cet1 ratio (il rapporto che indica la soglia di capital guidance);
Le indicazioni date in occasione dell'ultimo stress test della BCE dell'estate 2016 e gli ultimi dati di bilancio delle banche italiane a maggior capitalizzazione ci mostrano che i requisiti dell'Eurotower sono già ampiamente rispettati da 5 banche sicure, anche se è opportuno ricordare che entrano in gioco numerosi altri fattori nel definire se effettivamente un istituto è sicuro.
1) Intesa Sanpaolo
Per la BCE il Cet1 di Intesa Sanpaolo dovrà essere almeno del 7,25%, per poi salire ancora a 9,25%. L'obiettivo è raggiunto dalla banca italiana già dallo scorso settembre (12,8%).
2) Unicredit
La banca centrale europea ha stabilito che Unicredit deve rispettare un Cet1 di almeno l'8,75% – ma il valore si è già rivelato essere ben al di sopra di tale minimo richiesto, all'11% (settembre 2016).
3) UBI Banca
Da gennaio 2017 in poi UBI deve avere un Cet1 di almeno il 7,5%, ma lo stesso valore era dell'11,68% lo scorso settembre.
4) Credem
Dal 2017 per la BCE il Cet1 dovrà essere almeno del 6,75%, ma il valore era già al 13,51% a settembre 2016.
5) Bper
La richiesta è di un Cet1 del 7,25%, ma il valore dello scorso settembre era già al 14,47%.

Come scegliere una banca sicura
È molto importante di questi tempi capire e sapere su quali banche fare affidamento. Ecco alcuni consigli utili per scegliere al meglio la propria banca.
Un metodo infallibile per poter scegliere l'istituto di credito nel quale riporre i fondi personali purtroppo non esiste. Tuttavia, ci sono delle accortezze su cui un risparmiatore può fare affidamento.
1) Preferire le grandi dimensioni
Il primo consiglio è sicuramente di basare la scelta su una grande banca piuttosto che su una di piccole dimensioni. Questo non esime il risparmiatore dal rischio di fallimento (vedi Lehman Brothers) ma ha sicuramente dei vantaggi.
Le banche di grossa dimensione sono sotto la lente della BCE con il meccanismo unico di vigilanza attraverso il quale la Banca Centrale Europea monitora l'andamento di circa 200 grandi istituti bancari europei. Grazie a questo meccanismo, il risparmiatore può contare sulla duplice vigilanza della BCE e di Bankitalia.
2) La reperibilità di informazioni
Le banche di grandi dimensioni sono soggette a notizie che hanno una maggiore rilevanza a livello nazionale e quindi possono essere più facilmente reperite rispetto a news riguardanti banche di piccole-medie dimensioni che spesso non balzano agli onori della cronaca (a meno di casi eclatanti).
Con un facile accesso alle notizie riguardanti la propria banca, il risparmiatore potrà tenere d'occhio tutto ciò che riguarda il proprio istituto di credito.
Le grandi banche, inoltre, contano tra gli azionisti di maggioranza grandi fondi di investimento, fondi pensione e altri intermediari finanziari che vigilano sul patrimonio dell'istituto poiché non sono intenzionati a subire perdite sui propri investimenti.
3) La quotazione in Borsa può essere d'aiuto
Un punto a favore delle grandi banche è che spesso sono quotate in Borsa. Poter monitorare personalmente l'andamento del titolo azionario è un bel vantaggio per il risparmiatore.
L'andamento del titolo azionario, se confrontato con l'andamento di settore, può fornire indicazioni utili sulla situazione economica della banca poiché il mercato azionario tende a prezzare o deprezzare un titolo in base alla situazione finanziaria dell'emittente.
Di questi tempi, con il quantitative easing in atto, i titoli azionari delle banche potrebbero non riflettere fedelmente la situazione patrimoniale della banca poiché la manovra della BCE fa in modo di acquistare i titoli di Stato detenuti dalle banche gonfiandone in parte i profitti.
Tuttavia, la quotazione in Borsa fa in modo che vi sia un altro controllo sulla propria banca, ossia quello della Consob.
4) Analisi di bilancio e Cet 1 ratio
Per chi fosse un po' più pratico di finanza aziendale, la scelta migliore sarebbe quella di valutare personalmente la salute economica della propria banca, attraverso l'analisi di bilancio o dei report finanziari trimestrali e semestrali in uscita periodica durante l'anno.
Per chi non fosse pratico dell'analisi di bilancio, un parametro utile per la valutazione della salute finanziaria della propria banca è quello rappresentato dal Common Equity Tier 1.
Questo parametro esprime la solidità di una banca che viene calcolato attraverso il rapporto tra il Cet 1 (composto dal capitale ordinario) e le attività ponderate per il rischio.
La BCE ha previsto che il Cet 1 ratio sia almeno superiore all'8% per ogni banca e periodicamente indica il Cet 1 ottimale da raggiungere per ognuno degli istituti di credito sottoposti ai test della BCE. Valori alti di Cet 1 in genere indicano una buona salute della banca.
Tuttavia, è bene fare una somma di questo parametro con tutte le informazioni disponibili sulla propria banca, utilizzando le linee guida esposte in precedenza.

Cosa minaccia la sicurezza di una banca
La classifica delle banche italiane è un buon metodo per capire se una banca è sicura oppure no. Tuttavia, ci sono altri metodi interessanti che potrete utilizzare per capire se una banca è solida. Ecco quali sono.
1) Obbligazioni e azioni
Cosa succede se si fa parte del gruppo di risparmiatori che ha sottoscritto obbligazioni o azioni proposte dalla propria banca? Come si fa a sapere se si tratta di investimenti sicuri?
In primo luogo si possono controllare i ratio patrimoniali della propria banca (Cet1 ratio e Total capital ratio) che indicano la solidità patrimoniale della propria banca.
I ratio patrimoniali li potete trovare nelle relazioni trimestrali e semestrali direttamente sul sito del vostro istituto. Più il ratio è elevato, più la banca è solida, più i risparmi dovrebbero essere al sicuro.
Ma non c'è da fidarsi troppo di questo indicatori, per almeno due ragioni: in primo luogo perché si rifanno sempre a situazioni del passato, indicano cioè la situazione in cui la banca versava, non quello in cui versa; in secondo luogo perché sono facilmente manipolabili, come dimostrano i casi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza costrette dalla BCE a svalutazioni miliardarie.
2) Accantonamenti su crediti deteriorati
Il livello di sofferenze e il loro grado di copertura è un fattore molto importante per capire se i risparmi sono al sicuro.
In questo caso è importante che la vigilanza svolga il proprio ruolo, perché solo attraverso essa è possibile capire qual è il grado di sofferenza dei crediti, la loro copertura e, soprattutto, la loro corretta valutazione.
In generale la regola vuole, comunque, che più gli accantonamenti sono bassi, più elevato è il rischio dal punto di vista economico-patrimoniale.
3) Le aggregazioni
La tendenza è ora quella di aggregare le banche perché il sistema è estremamente frazionato e debole. Il consolidamento del settore è uno degli obiettivi da raggiungere per ridare sicurezza e fiducia e il metodo perseguito al momento è quello della crescita dimensionale.
Per gli azionisti questa tendenza potrebbe portare dei vantaggi: potrebbe valorizzare il loro capitale e dare loro la possibilità di vendere azioni o esercitare il diritto di recesso.
Per gli obbligazionisti non cambia molto, in particolare per chi possiede titoli a media-lunga scadenza (3-4 anni), mentre per quelli a breve scadenza potrebbero aumentare le probabilità di rivedere i propri soldi.
Una banca più grande non significa in automatico più sicurezza, anzi. Per un banca più grande è più facile rendere meno trasparenti certe manovre e operazioni e inoltre, come dimostra il caso Lehman Brothers, un istituto di credito grande può fallire come chiunque altro.
4) Risparmi in titoli di stato e buoni postali
I titoli di stato e i buoni fruttiferi postali sono gli unici che vi possono garantire un elevato tasso di sicurezza per i vostri risparmi.
Non sono titoli che vi assicurano rendite alte, ma di sicuro sono meglio di una pletora di titoli ad alto rischio che minacciano di far evaporare tutti i vostri risparmi.
Un buon consiglio finale dunque per evitare di mettere a repentaglio i vostri soldi è quello di non investire su titoli di cui si capiscono poco, o per niente, funzionamento e rischi.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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