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Banche e imprese, un rapporto in salita
di Walter Galbiati
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 15 settembre 2014

Prestate i soldi alle imprese. Il pungolo alle banche arriva dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che con il suo ultimo intervento in ambito di politica monetaria ha cercato di mettere all'angolo i colleghi banchieri più restii a iniettare finanziamenti nell'economia reale. L'Eurotower guidata dall'ex governatore della Banca d'Italia ha deciso di abbassare di dieci punti base tutti i tassi, da quello di rifinanziamento a quello sui depositi. Il costo del denaro, il parametro principale, è sceso al nuovo minimo storico dello 0,05%, mentre quello sui depositi è passato dal — 0,1 al — 0,2%. Ciò significa che alle banche costa di più tenere i soldi bloccati presso la Bce che prestarli ai propri clienti. La speranza di Draghi è che queste risorse vengano rimesse in circolo favorendo gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie. «Credo che le decisioni della Bce siano molto positive e prese nei tempi giusti», ha commentato Jacob Frenkel, presidente di Jp Morgan Chase International. «Le misure decise da Draghi — prosegue Frenkel — tentano di affrontare uno dei punti cruciali della crisi. Quando la Bce ha allargato i suoi impieghi nel passato, le banche non hanno convogliato le risorse verso l'economia, ma hanno ridepositato i denari presso la Bce. Le misure che vengono tentate permetteranno, oltre all'abbassamento dei tassi di interesse che è un segnale molto importante, di rendere meno attraente per le banche depositare risorse presso la Bce». Il tempismo di Draghi è da manuale di Finanza: il prossimo 18 settembre (la seconda è prevista a dicembre) prenderanno il via le due nuove aste di liquidità sostenute dalla Bce. Non saranno semplici Ltro (Longerterm refinancing operation, operazione di rifinanziamento di più lungo termine), ma Tltro, dove quella "T" indica uno scopo ben preciso. In genere attraverso le Ltro, le Banche centrali dei singoli Paesi dell'Eurozona forniscono liquidità al sistema e di regola presentano una cadenza mensile o trimestrale, più raramente si spingono fino ai sei o ai dodici mesi. Sono operazioni di routine che non offrono segnali sui tassi di interesse e sulla politica monetaria della Bce, perché avvengono seguendo le normali regole di mercato. Questa volta Draghi si è spinto oltre, stupendo tutti, proprio come è avvenuto quando ha inaugurato per la Bce la moda americana, e abituale per la Fed, delle "guidelines", le indicazioni programmatiche della banca centrale, un tempo celate nei board dell'Eurotower, e dall'avvento di Draghi annunciate regolarmente ai mercati. Già tra il 2011 e il 2012, la Bce aveva fornito circa mille miliardi di euro in finanziamenti a un tasso fisso dell'1% con scadenza gennaio e febbraio 2015 alle banche europee per arginare la crisi di liquidità dell'Eurozona. Ora ci riprova e tra settembre e dicembre, immetterà altri 400 miliardi di euro nel sistema sotto forma di prestiti alle banche a un tasso «di favore» dello 0,15% (pari a quello delle operazioni di rifinanziamento ufficiali più una maggiorazione di 10 punti base) che potranno arrivare fino a mille miliardi qualora gli istituti di credito utilizzino la liquidità in modo virtuoso. La scadenza per la restituzione è fissata per il 2018. L'operazione è stata denominata Tltro, dove l'aggiunta di quella "T" (targeted) sta a indicare che quei soldi hanno un obiettivo, un target ben preciso: gli impieghi non finanziari. Le banche non potranno utilizzarli per esempio in acquisti di titoli di Stato, perché, se lo faranno, dovranno restituire anticipatamente i fondi alla Bce entro il settembre 2016. E nemmeno per concedere prestiti sotto forma di mutui per la casa per non alimentare una bolla immobiliare. L'effetto sull'economia reale dovrebbe essere pertanto indiretto e il successo dipenderà dai fondi che le banche richiederanno a partire dal 18 settembre. «Il taglio dei tassi è una mossa di politica monetaria convenzionale ma in questo caso indica alle banche che vogliono partecipare a Tltro che non devono aspettarsi nessun ulteriore riduzione» ha incalzato Draghi nel suo ultimo discorso all'Eurotower. Per il settore immobiliare, Draghi ha in mente un'altra operazione. Lo stesso governatore ha spiegato in conferenza stampa che la Bce ha deciso di avviare un programma di acquisto di Asset backed securities (Abs) «semplici e trasparenti»; sono strumenti con i quali si impacchettano in un titolo finanziario i crediti verso il settore non-finanziario detenuti in portafoglio (cartolarizzazioni), e obbligazioni garantite. Gli acquisti della Bce riguarderanno «sia vecchie che nuove emissioni», inclusi i titoli che hanno come sottostante il real estate (Rmbs): «Liberiamo spazio nei bilanci delle banche, a patto che lo reinvestano in altro real estate», ha detto il governatore sul punto. Questi piani di acquisto inizieranno dopo il board di ottobre.

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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