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Avvocati, medici e notai, cresce la competizione con obbligo di preventivo
di Massimiliano Di Pace
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 18 settembre 2017

Professionisti alla prova del preventivo scritto obbligatorio, introdotto dalla legge 124/2017, nota come legge sulla concorrenza. Prima il cliente poteva chiederlo ma se non lo chiedeva non gli era dovuto. Ora invece deve essere predisposto prima di cominciare. L'obbligatorietà toglie a molti professionisti un'arma per introdurre elementi di costo ignoti al cliente durante la prestazione: soltanto le voci che saranno state individuate potranno essere inserite nel conto finale. Mentre il consumatore potrà confrontare diversi preventivi e scegliere il più adatto. La ratio della norma è quindi quella di aumentare la concorrenza fra i professionisti con il fine di ridurre ancora le tariffe. Gli ordini professionali vanno per ora in ordine sparso. Il Consiglio nazionale dei commercialisti e quello dei consulenti del lavoro hanno già predisposto un software per i propri associati potranno usare per redigere un preventivo scritto. Le altre professioni sembrano invece navigare per ora in alto mare e mettono in guardia: il dovere di predisporre un preventivo – dicono - non tutela maggiormente i consumatori, in assenza di un riferimento tariffario. «Senza un riferimento tariffario – dichiara Giampaolo Marcoz, membro del Consiglio nazionale del Notariato – il cliente è costretto a confrontare diversi preventivi, e quindi ad impegnarsi in una sorta di ricerca di mercato». L'assenza di elementi per quantificare le tariffe costituisce un problema serio anche per il professionista, ribadisce Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro: «Predisporre un preventivo senza un quadro tariffario è più difficile. D'altronde, molti si sono ormai resi conto che l'abolizione delle tariffe minime operata dal decreto legge 1/2012 sia stata una forzatura ideologica, che si spera venga superata da prossimi provvedimenti normativi, come quelli sull'equo compenso in discussione in Parlamento». L'assenza di tariffe minime non è però l'unica difficoltà per la predisposizione dei preventivi, come riconosce Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense. «Se vi sono attività, come la redazione di un contratto, che sono ben prevedibili, e quindi facilmente quantificabili, dall'altra vi sono molte altre prestazioni, come la gestione di una causa o la difesa in un processo, nelle quali diventa impossibile prevedere in anticipo quantità e qualità del lavoro. Quindi, per dare seguito all'obbligo normativo, gli avvocati inseriranno nel preventivo alcune variabili, ovvero i diversi eventi che potranno verificarsi in futuro (numero di udienze, perizie, testimoni), e stimare per ciascuna di esse un costo». Anche i commercialisti sostengono che l'assenza di riferimenti tariffari costituisce al tempo stesso un problema per il professionista e uno svantaggio per i clienti. Nell'attesa di una futura norma che reintroduca un sistema di tariffe minime, i commercialisti e i consulenti del lavoro hanno messo a punto un software per la predisposizione di preventivi omogenei. Nel caso dei commercialisti, il programma informatico, denominato mandato 2.0, sarà disponibile nel sito www.mandatoprofessionale.it, e permetterà di elaborare dei preventivi con una struttura analoga, come spiega Giorgio Luchetta, delegato per gli onorari del Consiglio nazionale: «Il software consente di elaborare un preventivo scegliendo tra 20 esemplari, ciascuno dedicato ad una specifica attività del commercialista; quest'ultimo dovrà individuare le attività propedeutiche per il lavoro da svolgere, e quantificarne il valore, sulla base della propria prassi professionale, mancando appunto dei riferimenti tariffari». Per il mondo medico l'introduzione dell'obbligo del preventivo non cambierà l'operatività, conferma Giuseppe Renzo, presidente commissione degli odontoiatri del Fnomceo: «Negli studi era già prassi presentare un preventivo. Sebbene la Federazione dei medici non abbia per ora dato indicazioni precise sulle modalità di presentazione del preventivo, i nostri pazienti dovrebbero attendersi, a seguito della visita medica, una scheda dove, oltre alla diagnosi, sia indicata una terapia, con relativi tempi e costi, che costituisce il preventivo». L'obbligo del preventivo presenta ulteriori problematiche, come il grado di dettaglio dell'importo richiesto al cliente. «Dato che la nostra è un'attività intellettuale – dichiara Renzo, rappresentante dei dentisti – riteniamo più corretta l'indicazione di un unico importo». Per i notai invece è necessario, ai fini della trasparenza, specificare in dettaglio tutte le voci di costo per il cliente: «Dato che il notaio svolge una funzione pubblica – sottolinea Marcoz – ed è chiamato a diversi obblighi, fra cui il pagamento di imposte, è fondamentale specificare tutti gli elementi di costo, che però possono variare in funzione della complessità della procedura, conoscibile però solo ex post. Per questo i notai indicheranno nel preventivo le circostanze che potranno determinare un aggravio dei costi». Resta poi il nodo della tariffa: come si devono regolare i professionisti? «Secondo noi – chiosa Luchetta del Cndcec – ci vuole una norma come quella proposta dal Governo sull'equo compenso, che però è ora limitata agli avvocati nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese». Mascherin fa notare: «La norma proposta dal governo è finalizzata a contrastare l'abuso di forza contrattuale di grandi committenti, che hanno compromesso a volte la dignità professionale degli avvocati. Una volta che sarà approvata la legge, sarà stato introdotto il principio dell'equo compenso, e quindi si spera che poi venga esteso a tutti i professionisti, nei confronti di tutte le tipologie di clienti». Per molti l'equo compenso dovrà configurarsi con tariffe minime, ma non tutti la pensano così: «Per noi consulenti del lavoro – chiosa De Luca – il modello dei parametri, previsti da alcuni decreti ministeriali basati su tariffe minime e massime, per quantificare il valore delle prestazioni di professionisti richieste dai giudici per lo svolgimento del processo, può andar bene per assicurare un equo compenso».

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